Secondo la visione storica che oggi viene comunemente accettata, il Medioevo è stato un periodo oscuro e dominato dall'ignoranza. Questo concetto è ben radicato nella nostra società, e lo stesso termine "medioevo" è stato concepito con un'accezione negativa, se non fortemente dispregiativa. Questa "
età di mezzo" viene vista infatti come un'epoca decisamente buia, quasi un "errore di percorso" (che sarebbe durato oltre un millennio), situato tra due epoche "positive": il periodo greco-romano e l' "età moderna". Questo punto di vista è però tutt'alto che lucido, e prende in considerazione solo aspetti materiali, economici o "tecnologici". Anche quando vengono esaminati gli aspetti culturali, ci si sofferma soprattutto su quelli "profani", tralasciando per lo più quanto abbia a che fare con il Sacro... ma d'altronde un atteggiamento diverso svilirebbe la tanto amata "dea ragione".
Esiste in realtà un'altra visione del medioevo, altrettanto distorta; essa è più recente ed è solo apparentemente opposta alla prima. Consiste nel pensare quest'epoca sempre come "irrazionale", ma in un senso che si vorrebbe positivo: nasce così un medioevo, popolato di maghi e folletti, streghe che volano su manici di scopa e castelli infestati da fantasmi. Una concezione, derivata per lo più dal "romanticismo", che risulta decisamente grottesca - e che ovviamente ha poche pretese di "storicità" -, ma che purtroppo è egualmente presente nell'immaginario collettivo.
La credenza che il medioevo sia stato un periodo "oscuro" deriva invece dalle idee dell'umanesimo e dell'illuminismo.
Entrambe queste "correnti di pensiero" contribuirono a demolire il mondo tradizionale, che era basato sui princìpi superiori. Fu infatti grazie ad esse che la concezione teocentrica medievale fu sostituta con una concezione antropocentrica, e sempre grazie ad esse gli autentici dogmi -ispirati ai principi divini- vennero sostituiti con altri dogmi. Erano però "dogmi umani", o meglio falsi dogmi, come quelli della "democrazia" o della "laicità" che, da un certo momento in poi, sarebbero diventati incontestabili.
Il "vecchio" modo di pensare fu dunque accusato di essere "restrittivo" per l'uomo o per la "dea ragione". Inoltre, mano a mano che ci si allontanava dal medioevo - sia nel tempo, che nella mentalità -, invece di percepire tutto questo come una decadenza, si inneggiava al "progresso" e all' "evoluzione".
In questo modo oggi i "moderni" ritengono di poter guardare dall'alto verso il basso chi li ha preceduti ed aveva perciò una "mentalità da medioevo".
Bisogna anche notare che (solitamente) si disprezza del medioevo proprio quanto ci fu di positivo, come ad esempio la struttura della società.

Quella medievale era infatti una società veramente basata sulla religione e da ciò derivava una concezione "sacrale" di quasi ogni azione, anche della "vita quotidiana"; ma derivava anche un certo "ordine", intrinseco alla comunità stessa. Ciascuno aveva il suo ruolo, sia all'interno della famiglia, che complessivamente all'interno della società. Quest'ultima era organizzata in classi determinate (
oratores,
bellatores,
laboratores) e difficilmente ci sarebbe stato spazio per "idee rivoluzionarie", oppure per "movimenti" che propagandassero la distruzione di quest'ordine.
Soprattutto, però, si deve tener presente come per un uomo del medioevo non potesse essere messa in discussione la religione, che costituiva veramente un punto fermo, incrollabile, della società. Il "relativismo", tanto caro a certi nostri contemporanei - e che costituisce forse un altro "falso dogma" moderno -, era del tutto impensabile; così come era impensabile che qualcuno potesse creare "religioni fai da te" o che sorgesse qualcosa di simile alle "religioni ambientaliste" che si stanno diffondendo oggi. E ritengo che fosse così non tanto "per paura dell'inquisizione", ma perché effettivamente certi valori, certi principi, venivano giustamente considerati come assoluti.
Il Medioevo è stato dunque tutt'altro che un periodo buio o dominato dall'ignoranza. Se l'opinione oggi prevalente afferma il contrario, questo dipende solo dalla mal comprensione; mal comprensione di una società che, sotto certi aspetti, era nettamente superiore alla nostra.