21 gennaio 2011

Grafica

 

Per il momento ho dei seri problemi con la grafica del blog...spero di risoverli a breve, anche perchè l'intestazione così pixellosa fa abbastanza senso.
Saluti
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Edit
Penso di aver risolto il problema...se visualizzate ancora male la barra in alto, ditemelo pure ;-)
A presto

18 gennaio 2011

Avatar e la New Age


Poco più di un anno fa, nelle sale cinematografiche italiane, usciva Avatar, il film che avrebbe fatto più incassi in tutta la storia del cinema.
Già altri hanno ben messo in evidenza come questo film faccia della "propaganda" alla nuova spiritualità new age; per chi sia interessato rimando quindi a questo articolo di Santaruina.
Gli elementi neo-spiritualisti o neo-pagani presenti nel film sono comunque molti...e molti sono in generale gli aspetti un po’ “inquietanti”; ho messo qui in risalto alcuni di questi aspetti.

- Prima di tutto, il pianeta dove si svolge la vicenda si chiama Pandora. Un nome che non sembra essere scelto a caso, poiché richiama subito alla mente la storia del vaso di Pandora della mitologia greca.
Secondo il mito, questo vaso conteneva tutti i mali del mondo e perciò Zeus aveva raccomandato a Pandora di non aprirlo. 
Successivamente però la curiosità prevalse nella donna e così Pandora, disubbidendo ad un comando divino, aprì il vaso, liberando in questo modo tutti i mali. Una storia che, in più punti, ha molte affinità con quella del peccato originale contenuto nella Bibbia. 

- È stato giustamente sottolineato anche come gli indigeni di Pandora venerino una sorta di “spirito della madre terra”, e come questo sia un chiaro riferimento a culti pagani o neo-pagani. Una cosa curiosa da far notare è che questo “spirito” si chiama Eywa, nome che ha una certa assonanza con quello di Aiwass, il demone con cui Aleister Crowley sosteneva di essere in contatto e in base ai “consigli” del quale scrisse in seguito il Libro della Legge. Eywa-Aiwass...magari è solo una coincidenza, ma come coincidenza sembra notevole.

- All’interno del film vengono mostrati anche particolari riti. Alcuni di essi potrebbero essere associati a dei riti di iniziazione, o meglio a delle loro scimmiottature; altri, forse ancora più inquietanti, sembrano cerimonie collettive guidate da una medium in delirio.

- Secondo la “religione” del popolo indigeno, è possibile comunicare con gli “antenati” tramite un albero sacro, come se le anime dei defunti sopravvivessero all’interno dei vegetali (e si fondessero con lo spirito del pianeta). Questo punto ricorda fin troppo la superstizione pagana - diffusa soprattutto tra i legionari romani - secondo la quale gli alberi potevano ospitare le anime dei morti. Il fatto che i Na'vi comunichino con queste entità costituisce inoltre un riferimento abbastanza esplicito alle varie forme di medianità, spiritismo etc.

- Alcuni sostengono che per certi elementi del film sia stato preso spunto dalla setta new age chiamata Damanhur (questa setta è attiva in Italia, ma a quanto pare ha molto successo anche in America... per dare qualche informazione in più, faccio notare che questo movimento è stato premiato dalle Nazioni Unite come modello per una futura società ecologista). Gli appartenenti alla setta  hanno il loro “tempio dell’umanità” all’interno di una bosco - come gli abitanti di Pandora - e sostengono che ciascun individuo sia legato “spiritualmente” ad un animale.

Forse ci sarebbero ancora altre cose da aggiungere, e se mi verranno in mente le aggiungerò...probabilmente il mio commento arriva anche un po’  tardi. C’è da dire però che questo film sembra un vero e proprio manifesto della “spiritualità alla rovescia”, non credo dunque faccia male mettere in guardia, anche se con un po’ di ritardo...

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Sulle religioni "femminili"

8 gennaio 2011

Profezie



Profezie e predizioni

Come ci ricorda René Guénon, le profezie autentiche sono esclusivamente quelle presenti nei testi sacri delle varie tradizioni; per le restanti invece sarebbe più corretto parlare di semplici "predizioni" o "previsioni".
Questa distinzione (tra profezie e predizioni) non è puramente convenzionale, poiché effettivamente tra le due categorie esistono delle differenze.
Le vere profezie, infatti, sono spesso molto più nitide e utilizzano un preciso linguaggio simbolico, in base al quale è possibile interpretare il testo o quantomeno comprederne il senso generale.
Questo linguaggio poi (che non è ovviamente arbitrario) può ricorre più volte, con gli stessi significati e con gli stessi schemi, in vari testi profetici; basti pensare a come il libro di Daniele e il libro dell'Apocalisse siano intrisi di un simbolismo che in alcune parti è davvero molto simile, pur essendo stati scritti in due lingue diverse e a distanza di parecchi secoli l'uno dall'altro.
Una cosa importante da tener presente è che comunque queste profezie hanno sempre un'origine celestiale (secondo la tradizione cristiana lo Spirito Santo ha parlato per mezzo dei profeti).

Le semplici predizioni invece non sempre sono così chiare e non sempre presentano un chiaro simbolismo. Anche quando esso è presente, è spesso utilizzato in maniera poco precisa, oppure si trova mischiato a certe allusioni (fatte dal veggente) che però non possono essere minimamente paragonate ad un linguaggio simbolico. È possibile pure che proprio chi scrive le predizioni non sia pienamente consapevole dell’evento che predice; è soprattutto in queste occasioni che il messaggio appare particolarmente oscuro, anche perchè qui il veggente deve rispettare una regola fondamentale: “sii il più vago possibile”.

L’interpretazione diviene così molto difficile. A volte si riesce a comprendere il significato della predizione solo quando il fatto predetto si è ormai verificato, ma molto spesso i vari esegeti non concordano nello stabilire a quale evento passato si riferisca una certa predizione...oppure non sanno dire nemmeno se la predizione si riferisca ad un evento già accaduto o ad uno che ancora deve accadere (senza dubbio è qesto il caso delle quartine di Nostradamus).


La fine dei tempi

Nelle diverse tradizioni sono molte le profezie che parlano della fine dei tempi, e sono tante anche quelle che descrivono il mondo in  prossimità della sua fine: tutte le tradizioni qui concordano perfettamente nel parlare di un'umanità priva di valori e che ha ormai smesso di confidare nel divino. Un'umanità dove  "il diritto starà nella forza", secondo le parole di Esiodo. Similmente, secondo la tradizione cristiana, vi sarà "il dilagare dell'iniquità" (Mt 24, 12) e il mondo vedrà nascere "falsi cristi e falsi profeti" (Mt 24, 24), il cui unico scopo sarà quello di ingannare il prossimo.

Nel dire questo bisogna precisare però che secondo le tradizioni più antiche, il tempo non era concepito come lineare, ma come ciclico. Ogni grande ciclo era composto da più "età", ed ognuna di  queste età aveva delle particolari caratteristiche che la differenzavano dalle altre.
Più precisamente, i primi cicli erano dominati dall'ordine e dal rispetto delle leggi divine e mano a mano che si andava avanti nel tempo, questo ordine (salvo parziali "raddrizzamenti", di origine sopra-umana) andava progressivamente perdendosi. Si partiva così da una prima età dell'oro (chiamata così dai Greci, ma chiamata età di Saturno dai Romani e Satya-yuga dagli indù), e si arrivava ad un'ultima età del ferro. Quest'ultima epoca (che è quella in cui viviamo noi) è la più cupa di tutte. E' l'epoca in cui l'uomo vive "senza temere gli dei", l'epoca in cui gli uomini rispettano solo "l'autore di mali e l'uomo violento". E' l'era in cui l'uomo è destinato a soffrire terribilmente a causa della sua grande empietà.

La fine dell'età del ferro (cioè la fine dell'ultima età) è poi caratterizzata da una sovversione degli autentici valori e da un rovesciamento dei principi, attuato in ogni ambito della vita umana (Esiodo descrive questo "rovesciamento", in maniera allegorica, dicendo che alla fine dell'età del ferro gli uomini "nascendo avranno già bianche le tempie". È un modo per descrivere questo "mondo alla rovescia", visto che le tempie bianche sarebbero una caratteristica dei vecchi, e non di chi è appena nato. Inoltre dire che gli uomini nascono con caratteristiche tipiche degli anziani potrebbe alludere al fatto che, alla fine dell'età del ferro, la stirpe umana ha ormai concluso il suo ciclo vitale ovvero, in parole più semplici, che si è esaurita).

Quindi, da un punto di vista tradizionale, l'umanità è tutt'altro che in "evoluzione";  anzi, c'è una progressiva involuzione, una sempre maggiore degenerazione, che termina solo con la fine del mondo. Solo dopo infatti si può assistere alla restaurazione completa dell'ordine tradizionale, ma questo può avvenire esclusivamente per mezzo dell'intervento divino; secondo la tradizione cristiana questo avviene con la parusia (cioè la venuta del Signore) e con la comparsa della Gerusalemme Celeste.
È comunque importante tener presente che anche il disordine che caratterizzerà la fine dei tempi non è un disordine assoluto, perché le forze diaboliche possono essere molto potenti, ma mai onni-potenti, e non è minimamente pensabile che esse possano riuscire a realizzare fino in fondo i loro piani di sovversione. Anche quando sulla terra sorgerà il regno dell'anticristo, questo esisterà solo per un tempo limitato e solo perché gli è in qualche modo "concesso" di esistere - Nell'Apocalisse si legge ad esempio che alla bestia "fu concesso di fare guerra contro i santi e di vincerli". (Ap 13,7) -


Le false profezie

Le profezie sulle "nuove ere" non sono proprio una cosa nuova. Basti pensare che già nel XII secolo Gioacchino da Fiore profetizzava la venuta di una nuova "era dello Spirito", con la quale il mondo sarebbe cambiato e sarebbe divenuto "più spirituale". Per chiare ragioni di carattere dottrinale, queste teorie non furono molto ben accettate; tuttavia, se nel passato queste originali idee non venivano prese più di tanto in considerazione, oggi sembrano avere un grande successo...credo quindi che valga la pena analizzarle brevemente.

Prima di tutto si deve considerare quale sia l'origine di tali, moderne, "profezie". Esse infatti provengono per lo più da ambienti legati alla società teosofica, o alla più recente "new age". In molti casi perciò le "profezie di turno" derivano, secondo chi le divulga, da "entità superiori canalizzate" o da fantomatici "maestri ascesi", il che dovrebbe già bastare a mettere in guardia.
Il fatto che certini individui credano di metersi in contatto con entità superiori, non significa affato che ciò accada: anzi, i vari stati di trance e medianità sono la via più sicura per fornire appoggio ad "entità erranti" e demoniache (e nche quando si vorrebbe far risalire le origini delle profezie a civiltà antiche come nel caso dei Maya, il messaggio che viene divulgato è totalmente distorto, e permeato di concetti propri dei movimenti neo-spiritualistici).

Se le autentiche profezie (presenti nei testi sacri) hanno un'origine celesitale, queste "moderne profezie" ne hanno quindi una necessariamente opposta, e ciò lo si capisce bene anche guardando il contenuto delle varie rivelazioni.
Infatti, come abbiamo visto, secondo le antiche tradizioni l'umanità segue un percorso è sostanzialmente involutivo; e la fine di questo percorso involutivo non può che costituire l'epoca più oscura e più lontana dall'ordine.
In queste nuove profezie troviamo invece esattamente il contrario, visto che - secondo queste ultime - "l'umanità è in evoluzione", "la consapevolezza sta crescendo", "le potenzialità dell'uomo si stanno risvegliando" e simili.
Fondamentalmente le profezie sulla Nuova Era non fanno altro che descrivere quel "ribaltamento dei principi" che è tipico della fine dell'ultima età; descrivono cioè un'umanità che si considera libera dalle leggi divine, perchè ormai l'uomo stesso si è elevato a divinità, sostituendosi al Dio delle religioni. Ma il punto è che questo non viene percepito come qualcosa di negativo, bensì come qualcosa di estremamente positivo.  Non si percepisce questo atteggiamento come una "ribellione" nei confronti del divino (cioè propriamente un atteggiamento satanico), ma come un atto del tutto legittimo.

In realtà non bisogna stupirsi del fatto che qualcosa di negativo venga scambiato per qualcosa di positivo, e nemmeno bisognerebbe stupirsi di come, chi desideri l'inizio della "nuova era", stia in realtà inneggiando (più o meno consapevolmente) alla fine di questa. E' infatti proprio delle forze "diaboliche" tentare di scambiare una cosa per un' altra e cercare di far passare il bene per il male, ed il male per il bene.


Usando le parole di S. Paolo si potebbe dire che "anche Satana si maschera da angelo di luce. Non è perciò gran cosa se anche i suoi ministri si mascherano da ministri di giustizia" (2Cor 11, 14)

E' abbastanza sospetto pure il fatto che sia stata "ipotizzata" una data (quella del 21 dicembre 2012) per l'avvento della nuova era. Quella che viene chiamata fine del mondo dovrebbe esere infatti un evento di natura non propriamente (o non solamente) temporale e probabibilmente è per questo che nei Vangeli è scritto che "Quanto a quel giorno e a quell'ora nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo, e nemmeno il Figlio, ma solo il Padre" (Mt 24, 36). Si tratta, in parole semplici, di un evento le cui cause non sono "terrene" ed "umane", perciò l'uomo non può calcolare una data precisa, ma può solo "vegliare" ed osservare attentamente i "segni dei tempi".

Infine c'è la possibilità che la grande popolarità e la diffusione di queste "profezie" siano in qualche modo volute. Forse qualcuno spera che, creando degli stati d'animo aperti e favorevoli alla fantomatica nuova era, la falsa età dell'oro possa giungere più rapidamente.

24 dicembre 2010

Corrado Malanga: tra alieni e demoni

In questo articolo non vorrei tanto discutere sull'esistenza (o non esistenza) degli alieni, anche perchè questo viene già fatto in migliaia di siti, blog e forum. Dico però che le varie storie sugli alieni mi convincono molto poco, soprattutto vedendo cosa ci gira attorno: oltre ai grandi affari economici (cosa che è relativamente poco pericolosa) esistono infatti anche moltissime sette, pseudo religioni e pseudo dottrine, che sono state create a partire da questa questione. Esiste così una gran quantità di falsi messia pronti a “donare” le loro rivelazioni sugli alieni per “il bene dell’umanità”.
Quando tuttavia non si tratta di “rivelazioni”, ma di dati derivanti da una ricerca, la cosa potrebbe anche farsi più interessante, ed è questo il caso delle teorie di Corrado Malanga.
Una delle cose che secondo me Malanga ha azzeccato nel suo lavoro è il titolo del libro, Alieni o Demoni. Malanga sostiene infatti che quelli che oggi vengono chiamati “alieni”, un tempo venivano chiamati demoni, e che quindi le due denominazioni siano perfettamente equivalenti.
È un ragionamento che può avere una sua logica: esseri che in una civiltà tradizionale venivano visti come entità "demoniache", oggi - nell'era dell’alta tecnologia - vengono visti come “extraterrestri” provenienti da chissà quale pianeta. Non ci si dovrebbe nemmeno stupire poi se questi alieni/demoni fossero capaci di interagire a livello fisico: anche le opere dei padri della Chiesa - e in generale degli ecclesiastici - parlano di queste "entità aere" che sono in grado di insiadiare gli uomini in molti modi. S. Agostino diceva che i demoni sono in grado di  “costruire, smuovere, spostare e rivoltare, in modo invisibile, molti oggetti visibili”.
(S. Agostino, De divinatione daemonum)

Quest’intuizione è però stata accompagnata da una metodologia di ricerca che si basa (quasi esclusivamente) sull’utilizzo dell’ipnosi e dell’ipnosi regressiva. Malanga sostiene che, in uno stato di ipnosi opportunamente indotto, una persona possa ricordarsi nei minimi dettagli eventi accaduti anche molti anni prima, senza inventarsi nulla e senza mentire. Sempre secondo Malanga, durante queste sedute di ipnosi, oltre al ricordo dell’incontro con tali entità, emergerebbe anche la parte più profonda della persona, da lui identificata con l’Anima. Con questa si potrebbe “dialogare” e la si potrebbe "interrogare" per ricavare determinate informazioni; i dati così recuperati non riguarderebbero però solo la "questione degli alieni”, ma anche la formazione dell’universo, la storia passata dell’umanità... e forse anche quella futura. Ed è a partire da tutti questi dati che Malanga ha formato le sue teorie, le quali ormai hanno la pretesa di spiegare un numero incredibile di questioni, che esulano dal "problema alieno", e che vanno dall'origine dell'umanità alla religione, dalla fisica quantistica alla Cabala ebraica.
Malanga sostiene inoltre che, durante un’ipnosi, possano parlare tramite l’ipnotizzato anche altri esseri - da lui definiti “parassiti” - che prenderebbero il controllo della persona, proprio come accade nei casi di possessione demoniaca. Ora c’è da chiedersi come si possa sempre distinguere un essere “parassita” (cioè un demone), che parla tramite la persona in ipnosi, e la persona stessa. Il ricercatore dice a tal proposito di aver preparato delle “domande di controllo”, da porre alla persona in trance; in base alle risposte ricevute si dovrebbe capire se si sta dialogando effettivamente con la persona (o con... la sua “anima”),
o se si sta parlando con un “parassita”.
Questo è appunto quanto sostiene Corado Malanga. Sinceramente però io non penso proprio che tramite un'ipnosi si possa "dialogare" con l'anima o addirittura con lo Spirito... qui Malanga deve aver confuso l' "incoscio" (quindi il sub-razionale) con qualcosa di superiore; deve aver confuso cioè l'ambito psichico (e, pergiunta, gli aspetti più bassi di quest'ultimo) con quello spirituale.
Penso anche che Malanga abbia peccato un po’ di ingenuità, ritenendo che tali “demoni” si comportino sempre allo stesso modo, e non trovino il modo di ingannarlo. È possibile che in tutto questo tempo non abbiano capito cosa si debba rispondere alle domande per farsi passare come “l’anima della persona”? Forse Malanga - da bravo scienziato - ignora i Testi Sacri, e non sa che il diavolo è “il più astuto di tutte le bestie
” (Gn 3,1) e che egli è “menzognero e padre della menzogna” (Gv 8,44). Eppure, visto che egli stesso ammette di avere a che fare con qusti esseri "ocscuri", avrebbe dovuto quantomeno informarsi per sapere quanto a tal proposito viene detto dalle varie tradizioni.
Il mio sospetto è che dunque si sia fatto ingannare da tali entità, e che di conseguenza la maggior parte delle sue teorie siano come minimo di dubbia provenienza. Bisogna considerare anche che tutto ciò che Malanga dice deriva proprio dalle sedute d’ipnosi, che consistono nel far “scendere” il soggetto in stati tramortiti di coscienza, fino ad “esplorare” i meandri del subconscio e dell’inconscio. Questa “discesa in profondità”, che può essere considerata una sorta di "discesa negli inferi", fa letteralmente parte delle tecniche usate da Malanga, dato che la persona, durante una seduta, deve “visualizzare” se stessa mentre scende nelle viscere della terra con un ascensore.
In questi oscuri “bassifondi psichici”, che emergono in ipnosi, può veramente trovarsi di tutto, e c’è il rischio che la persona si trovi pesantemente condizionata da quelle che possono venir chiamate “influenze erranti”. In fondo le “procedure” di Malanga non sembrerebbero molto diverse da quelle di un “medium” o da quelle usate dai teosofisti per “canalizzare” le loro dottrine; con l’unica differenza che Malanga induce questi stati di coscienza (o incoscienza) su altri. E qui può essere curioso notare come questo ricercatore non ignori del tutto le teorie sataniche dei teosofisti, dato che le cita positivamente sia nel suo libro (Alieni o Demoni, pag. 154) che nelle varie conferenze. Inoltre Malanga sostiene che, in ipnosi, l' "Anima" dica di essere "una matrice di punti di luce" (Alieni o Demoni, pag. 34)... espressione che ricorda molto i "punti di luce" su cui fantasticava la teosofista (e satanista) Alice Bailey. 

Ora, visto che l’origine delle teorie è quantomeno oscura, è naturale che lo siano anche le teorie stesse. E non a caso, se le analizziamo, vediamo che queste teorie hanno tutta l’apparenza di essere uno gnosticismo con delle pretese di scientificità: tra ciò che sostiene Malanga e lo gnosticismo ci sono insomma fin troppe somiglianze, perchè la cosa non sia sospetta.
Tanto per fare qualche esempio:

1) Secondo lo gnosticismo, le religioni sono state create da demoni (chiamati arconti), mentre Malanga sostiene che esse siano state create da demoni/alieni ingannatori:

"Dallo studio delle  registrazioni delle ipnosi sembra emergere che l’Essere di Luce [un demone /"parassita alieno", ndJ] sia l’inventore delle religioni" (Alieni o Demoni, pag. 49)

E ancora:

"L’Anima, invece, ci teneva a differenziarsi  dagli Esseri di Luce, definendo questi ultimi “ombre” e “quelli che, per soggiogare l’uomo, hanno inventato la religione ed il senso di colpa”  (Alieni o Demoni, pag. 236).

In un suo articolo (sulla Genesi) si può leggere chiaramente:

"Gli Dei non esistono ma sono i nostri manipolatori" (Genesi [articolo], pag.36).

Malanga sostiene inoltre che chi oggi è abbastanza "evoluto spiritualmente" (???) odia tutte le religioni, ed in particolar modo quella Cattolica:

"In generale maschi e femmine addotti evoluti, i quali, per fortuna, sembrano la maggioranza, sono totalmente atei ed odiano la religione cattolica, ma non sanno bene perché." (Alieni o Demoni, pag. 67).

2) Lo gnosticismo (così come l’eresia catara) sostiene che il corpo umano sia stato creato dal diavolo; Malanga sostiene, in maniera del tutto simile, che esso sia stato creato da alieni malvagi:

"Gli alieni modificano la struttura del Neanderthal fino a creare un Chrò Magnon. Edattendono che anima ci finisca dentro." (Genesi [articolo],  pag. 5)

3) Nello gnosticismo il corpo umano è stato creato come “trappola” per l’anima umana; identica è l’opinione di Malanga:

"[Gli alieni] costruiscono l’uomo (noi). Non un uomo qualsiasi ma un uomo con un Dna in grado di rappresentare trappole per anime." (Genesi [articolo],  pag. 5)

4) Sia lo gnosticismo che Malanga sostengono che pochi esseri umani abbiano un’anima:

"...gli addotti [chi sostiene di avere incontri con alieni, ndJ] hanno in sè questa presenza [l'anima], mentre molti degli altri esseri umani ne sono privi" (Alieni o Demoni, pag 35)

5) Lo gnosticismo sostiene che le leggi morali, sociali e religiose provengano da demoni (arconti); allo stesso modo Malanga dice che esse provengono da alieni malvagi che (come gli arconoti dello gnosticismo) dominano sul mondo praticamente da sempre.

6) Secondo lo gnosticismo gli arconti impediscono all’uomo di ricongiungersi a quello che viene considerato il “vero dio”; Malanga sostiene che gli alieni tentino di impedire all’uomo di “evolversi”, di “prendere coscienza”.

7) Soprattutto secondo le visioni neo-gnostiche (teosofismo), l’uomo è in “evoluzione” e prima o poi vivrà in una “nuova era” (new age) dove sarà libero dalle religioni. Allo stesso modo Malanga sostiene che prima o poi l’uomo si libererà dagli alieni ingannatori e dalle religioni (da essi create), e secondo Malanga ciò avverrà, guarda caso, in prossimità del 2012.

8) Nello gnosticismo e nelle varie forme di neo-gnosticismo, l'uomo viene considerato come un dio, almeno in potenza. Della stessa opinione è Malanga che, già all'inizio del suo libro, afferma:

"Cominceremo a parlare degli alieni e finiremo per parlare di Dio, cioè dell'Uomo" (Alieni o Demoni, pag. 17).

Queste ed altre somiglianze (per fare un altro esempio: Malanga dice che il "vero dio" sia la Coscienza, che ricorda non poco la Sophia degli gnostici) fanno ipotizzare che Malanga abbia a che fare con entità che non gli suggeriscono nulla di positivo, mentre egli s’inganna di parlare “con l’anima dell’ipnotizzato”, “con il suo spirito” e simili. Se a questo aggiungiamo il fatto che Malanga propone la pratica di esericizi pseudo-spirituali, con i quali è possibile "liberarsi dagli alieni" ed "evolvere la propria coscienza" (!!), la cosa assume a mio avviso tratti ancor più inquietanti. Credo che sia una persona in buona fede e che gli manchino totalmente certe conoscenze “tradizionali” perchè possa capire cosa stia realmente facendo. Questo però non cambia il fatto che nel suo operato ci sia qualcosa di molto oscuro e che con il suo lavoro rischi, troppo seriamente, di favorire le forze della dissoluzione.

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22 dicembre 2010

Maschera e volto del WWF



La missione del WWF è costruire un mondo in cui l’uomo possa vivere in armonia con la natura.
[...]
La crescita economica, materiale, quantitativa delle popolazioni umane ha un costo per la natura e per ciascuno di noi: le attività dell’uomo hanno superato i limiti di sopportazione del nostro pianeta.
 Il WWF nasce ufficialmente l’11 settembre 1961 come un’organizzazione a tutela della natura e della fauna selvatica. Secondo gli appartenenti all’organizzazione, le attività umane hanno un forte impatto sull’ambiente, e sono la causa dell’alterazione del clima e di altre modificazioni dell’ecosistema.
Fin qui non ci sarebbe molto da ridire...tralasciando il fatto che tutt’ora mancano completamente le prove che il surriscaldamento globale sia causato dall’inquinamento. Un  innalzamento delle temperature può infatti essere “fisiologico” nel corso del tempo, così come possono rientrare nella normalità periodi in cui la temperatura media diminuisca notevolmente.
Ciò che invece lascia più perplessi è come quest’organizzazione sia sostenuta da petrolieri, grandi imprenditori, membri del gruppo Bilderberg e simili. Basti pensare che uno dei principali fondatori del WWF , e presidente dal 1981 al 1996, fu Filippo di Edimburgo, noto membro della massoneria inglese che per diverso tempo aspirò alla carica di Gran Maestro della Gran Loggi d’Inghilterra (la carica andò poi al Duca di Kent).

Gi altri presidenti dell’organizzazione sono stati:
1961-1976 Bernhard van Lippe-Biesterfeld: presidente del Gruppo Bilderberg
1976-1981 John H Loudon: petroliere, a capo della  Royal Dutch Shell
1981-1996 Filippo di Edimburgo: alto dignitario della massoneria inglese
1996-1999: Syed Babar Ali: imprenditore, ex ministro delle finanze del Pakistan
2000-2000: Ruud Lubbers: primo ministro olandese, membro del gruppo Bilderberg
2000-2001: Sara Morrison
2002-in carica: Emeka Anyaoku

Come accennato prima, il WWF sostiene che le attività umane non debbano alterare i ritmi della natura, ma svolgersi in armonia con la Terra. Il rapido aumento della popolazione mondiale, in quest’ottica, costituirebbe una delle principali cause della rottura degli equilibri naturali; un aumento ulteriore degli abitanti metterebbe in serio pericolo l’esistenza stessa della flora e della fauna sul pianeta, oltre ad aggravare il problema della scarsità delle risorse.
Fortunatamente per noi, chi è a capo del WWF ha pensato ad una soluzione: se il problema è la sovrappopolazione, per salvare la natura basterà...decimare la popolazione.

Il già citato Filippo di Edimburgo (il consorte della Regina Elisabetta II), nel suo libro del 1986, intitolato If I where a Animal, scrive:
vorrei essere reincarnato in un animale la cui specie è in via di estinzione. Quale sarebbe il suo sentimento verso la specie umana che gli sta negando di esistere....Devo confessarlo, sarei tentato di essere reincarnato in un virus particolarmente mortale

Tanto per mantenere fino in fondo la coerenza, in un’intervista per un giornale tedesco affermò:
"Nel caso in cui mi reincarnassi, mi piacerebbe tornare sottoforma di un virus mortale, in modo da poter contribuire in qualche modo a risolvere il problema della sovrappopolazione".
E ancora:
Non puoi tenere un gregge che non riesci a nutrire. In altre parole la conservazione può esigere la cernita e l’eliminazione per mantenere l’equilibrio tra il numero di ciascuna specie in rapporto ad un dato habitat. Mi rendo conto che si tratta di un argomento scottante, ma resta il fatto che l’umanità è parte del mondo vivente".
In altre parole, secondo questi signori, è augurabile uno sterminio di massa per preservare la natura, che a questo punto viene innalzata quasi a divinità e messa sopra a qualunque autentico valore.

18 dicembre 2010

Il Prete Gianni in un poema cavalleresco




Per la comprensione di questo articolo consiglio la lettura del post precedente


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A casa ho un vecchio libro, del 1933, intitolato. È un poema epico cavalleresco, scritto (tutto in rime) da un certo di Messina.
Il libro non è molto conosciuto, e del baffuto autore so molto poco; su internet ho trovato solo questa pagina che lo riguarda…a quanto pare il suo non è stato un libro di grande successo, anche se comunque la qualità dello scritto mi sembra notevole.
A dire il vero non ho ancora finito di leggere il libro; l'altro giorno però, mentre lo sfogliavo, mi è caduto l'occhio su due parole:
                              
                                          Prete  Gianni

Sono tornato così indietro fino a leggere i primi versi che si riferiscono a questo personaggio. Tra i versi è descritta la storia di un cavaliere, di nome Guerino, che dopo alcune peripezie riesce a raggiungere il regno del Prete Gianni. Ciò che mi ha stupito è quello che l'autore dice del Prete Gianni: questi viene infatti presentato come re e sacerdote (anzi, come “sommo Sacerdote”) a capo di un gruppo di altri 12 sacerdoti. Esattamente quanto riferito dal Guénon. Inoltre la città del Prete Gianni viene qui chiamata Terra della Verità. Questo sarebbe perfettamente coerente con la leggenda (secondo la quale gli abitanti di quel paese non conoscono la menzogna) ma anche col fatto che, sempre secondo Guénon, il centro capeggiato dal “Re del Mondo” conserverebbe integralmente il sapere tradizionale…e dunque la Verità. Ora, Guénon ha pubblicato il suo lavoro sul Re del Mondo nel 1927, mentre il poema è di qualche anno più tardo, quindi il poeta potrebbe aver tratto dall’autore francese queste informazioni. In altri punti del poema però mi sembra di scorgere tracce di un linguaggio simbolico…e mi è venuto il dubbio che il siciliano potesse avere delle sue precise conoscenze; magari in futuro tornerò su questo punto. Intanto scrivo qui i versi che riguardano il Prete Gianni, con qualche comento.


Canto Diciottesiomo

36
"...Per attestar che sia la cosa vera,
Che detta abbiamo, qui chiamar si fa,
Questa ricca città, fin dov'impera
Vita, la terra della Verità"

[...]

41
Sulla sedia suddetta era seduto
In manto ricco il più sacerdotale
Un vecchio venerando mai veduto
In bianco pelo giù spoglia mortale.
Sul di lui capo, già tutto canuto,                              
Pura maestà rendea mitria papale,                       
Ed altre sedie, sei di marmo bianco                             
A mezza luna a guisa di ogni fianco.                     
                                                                              
[Il Prete Gianni è re (pura maestà) e Sacerdote (mitria papale); più avanti lo si chiamerà "sommo Sacerdote". A ciascuno dei suoi fianchi ci sono sei  sacerdoti ("minori", come viene detto dopo), per un totale di dodici]


42
Sacerdoti altrettanti su queste erno
Assisi e sul cappello loro scritte
Queste parole ad onta dell'inferno,
Ricamate di gioie preziose e fitte:
Uomo, se non vorrai per tempo eterno
Il tuo lasciare, osserva a voglie dritte
Prudenza, Fede, Carità, Speranza
E Giustizia e Fortezza e Temperanza!

[Sul copricapo sono scritte, "ad onta dell'inferno", le virtù cardinali - Prudenza, Giustizia Fortezza e Temperanza - e le virtù teologali - Fede, Carità e Speranza -]

43
Al di sopra del sommo Sacerdote,                         
Piena la Croce sacra si vedea,
E dietro il trono di cotanta dote
Una pianta di vite vi si ergea
Che per tutta la sala a doppie ruote                      
Pomposi i suoi rami d'oro spandea                        
E più grappoli d'uva di gioielli                               
Fatti sì che parevon proprio quelli.                     
                                                                                                                                                          
[La vite ha una grande importanza simbolica e non a caso dall'uva deriva il vino, che viene usato nell'Eucarstia. Si può notare anche che, secondo la Genesi,  Melchisedek, nel suo sacerdozio, offre pane e vino (Gen14,18). Si veda il post precedente per il paragone tra questo personaggio biblico e il Prete Gianni]

[...]

47
Guerino, nel mirar siffatte cose,
Rimase così pien di meraviglia;
Qual chi sogna del ciel siffatte le più gioiose
Scene e non sa se dorme o  pur se viglia
Tre volte si prostrò pria che si espose,
Tenendo sempre fitte al suol le ciglia,
Gettato ai piè del sommo Sacerdote
Che di Mosè tenea le sante gote.

48
Il Prete Gianni, tre volte dicendo,
A media voce: Miseremini miei,
La benedizion gli diè, facendo
Cenno di terra alzarlo alcun di quei
Sacerdoti minori; rimovendo
Sì verso l'eroe: Dimmi chi sei?
A che giungesti in questo santo suolo?
Qual è la tua terra? Di chi sei figliolo?

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17 dicembre 2010

La leggenda del Prete Gianni e il Re del Mondo


Avverto (entrambi) i lettori del blog che il post di oggi serve come premessa al prossimo articolo, nel quale parlerò di qualcosa che ho scoperto da poco.
La premessa che faccio qui è sufficiente per comprendere pienamente il prossimo post, tuttavia a chi volesse approfondire ulteriormente l'argomento consiglio la lettura del libro "Il re del Mondo" di René Guénon.
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La leggenda del Prete Gianni cominciò nell'anno 1165, quando una misteriosa lettera pervenne all'imperatore di Bisanzio Manuele I Comneno. La missiva era stata scritta da un personaggio che si presentava come "Giovanni Presbitero, grazie all'Onnipotenza di Dio, Re dei Re e Sovrano dei sovrani". Sempre nella lettera, il mittente avrebbe sostenuto di essere re e sacerdote di un regno situato vicino all'India, dove vigeva sempre la pace, le persone vivevano felici e non conoscevano la menzogna; a detta del Prete Gianni, inoltre, nel suo regno "la terra stilla miele ed è ricolma di latte" e "non v'è scorpione nè serpente che strisci sull'erba; gli animali velenosi non possono entrarvi nè fare male ad alcuno".

Di questa particolare lettera vennero a conoscenza, tramite degli ambasciatori, il Papa e l'imperatore (Barbarossa), ma di fatto non se ne fece nulla, e del Prete Gianni si persero le tracce. In seguito però Marco Polo accennò al Prete Gianni nel suo libro, "il Milione", affermando che "di sua grandezza favella tutto 'l mondo" e descrivendo il suo regno come un luogo fantastico, prospero e pieno d'ogni ricchezza. Altri erano invece pronti a giurare che questo regno custodisse il Santo Graal, o che addirittura lì si trovassero la fonte dell'eterna giovinezza ed il Paradiso Terrestre.
Siamo qui di fronte a racconti dove gli elementi storici si mischiano col mito e la leggenda;
dove a volte i fatti narrati possono assumere sia un valore letterale che un valore simbolico.
René Guénon nel suo libro "Il re del Mondo" prende in esame, tra gli altri, anche questo personaggio leggendario e lo accosta alla figura biblica di Melchisedek, suggerendo come infondo questi due personaggi possano rappresentare simbolicamente la stessa cosa. Anche Melchisedek infatti è sia re che sacerdote, poiché, stando alla Scrittura, egli è contemporaneamente "re di Salem" e "sacerdote di Dio altissimo" (Gn 14:18).

Il Prete Gianni è inoltre re dei re "grazie all'Onnipotenza di Dio"; quindi la sua figura è caratterizzata da una grandissima autorevolezza, che viene direttamente da Dio. Allo stesso modo Melchisedek è "sacerdote di Dio altissimo" e secondo San Paolo è addirittura superiore ad Abramo ed è "reso simile al Figlio di Dio e rimane sacerdote in eterno".
René Guénon sostiene inoltrte che questa figura, che possiamo chiamare "Re del Mondo", non designa tanto un individuo in particolare, poiché costituisce prima di tutto un principio. Questo principio si può poi manifestare in un determinato "centro" tradizionale e può essere effettivamente rappresentato da una persona:

"Tale principio può essere manifestato da un centro spirituale stabilito nel mondo terrestre,  da un'organizzazione incaricata di conservare integralmente il deposito della tradizione sacra, di origine «non umana» per mezzo della quale la sapienza primordiale si comunica attraverso le epoche a coloro che sono in grado di riceverla. Il capo di tale organizzazione, in quanto rappresenta Manu stesso [questo principio] potrà legittimamente portarne il titolo [di Re del Mondo] e gli attributi; inoltre, dato il grado di conoscenza che deve aver raggiunto per esercitare la sua funzione, si identifica realmente col principio di cui è in un certo modo l'espressione umana".
(René Gueénon, Il Re del Mondo)

Sempre secondo Guénon, il vertice di questa organizazione deve essere composto da altri dodici membri, dal momento che questo numero lo si ritrova costantemente in moltissimi centri tradizionali: si pensi ai dodici Apostoli, ai dodici cavalieri della tavola rotonda, ai dodici paladini conti di Carlo Magno, o ai dodici membri del consiglio circolare del Dalai Lama.

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Continua: