7 novembre 2011

Li liberi muratori e i loro complotti


"A gran ragione pertanto hanno molti affermato che fu assai men perniciosa l'ignoranza degli Antichi, di quel che sia utile la scienza de' Moderni. Di fatti ove mai è stata innondata l'Europa, quanto nell'età nostra da Diavoli di London, Vampiri, Zifli, Rosecroci, Convulsionari, Magnetici, e Cabalistici? Li Liberi Murtori moltiplicati a furore, e li così detti Illuminati cosa hanno in oggetto co' loro Complotti, Segreti, Evocazioni, e ridicoli riti?"

Giovanni Barberi, Vita e gesta di Giuseppe Balsamo, denominato il Conte Cagliostro, Venezia, 1791

17 ottobre 2011

Sul quadrato del Sator


Nella puntata di ieri di Mistero, uno dei servizi era dedicato al misterioso quadrato del Sator. Come c'era da aspettarsi, il serivizio era infarcito di castronerie (per esempio è stato detto che il quadrato può essere letto, allo stesso modo, in orizzontale, in verticale e...in diagonale! Basta guardare il quadrato per rendersi conto che non è così), e lasciamo pure perdere i vari collegamenti che sono stati fatti tra questo simbolo e l'occultismo.
Tuttavia, nel corso del servizio, qualche informazione corretta ed interessante è stata data. Prima di tutto bisogna precisare però che stiamo parlando di un simbolo cristiano (anche perchè esso è stato ritrovato sulle pareti di diverse chiese medievali) e che solo in quest'ottica esso può essere realmente compreso. A tal proposito è suggestiva l'interpretazione secondo la quale la scritta costituirebbe una sorta di anagramma di due Pater Noster incrociati, con l'aggiunta di due A e due O (corrispondenti all'alfa e all'omega dell'alfabeto greco).

Per quanto riguarda la traduzione del quadrato, quella più probabile è forse questa: "il Seminatore sul carro tiene (regge) con cura le ruote". La frase è apparentemente senza senso, e lo è a maggior ragione quando per ruote si intendono le ruote del carro. Le ruote possono invece simboleggaire le grandi ruote, cioè le orbite dei corpi celesti che con i loro influssi determiano il fato, nel mondo del divenire (ed il divenire, a sua volta, può essere simbolicamente rappresentato da un moto rotatorio). Secondo la concezione cristiana, però, non esiste solo il destino, perchè in tal modo si cadrebbe in una visione deterministica, che sarebbe per forze di cose errata. Infatti esiste anche la volontà umana, che viene esercitata con il libero arbitrio, ed esiste soprattutto la Provvidenza. Ecco perchè Il Semionatore (cioè Cristo) "regge le ruote": non lascia il mondo in balia del destino, ma lo governa dall'alto.
Quest'interpretazione mi è stata suggerita giusto qualche giorno fa da alcuni versi di Dante, che casualmente mi erano caduti sotto gli occhi, e per i quali avevo intenzione di scrivere un post su questo argomento nei giorni seguenti. Mistero è riuscito a battermi sul tempo (quale infamia!), ma almeno gli è sfuggita questa chicca:

"Non pur per ovra de le rote magne,
che drizzan ciascun seme ad alcun fine
secondo che le stelle son compagne,
ma per larghezza di grazie divine,
che sì alti vapori hanno a lor piova,
che nostre viste là non van vicine,
questi fu tal ne la sua vita nova..."
(Dante, Purgatorio XXX, 109-115)

Il significato di queste parole è il seguente: "Dante (questi) è stato quel che è stato nella sua vita nuova (fu tal ne la sua vita nova) non solo per l'azione dei corpi celesti (l'ovra de le rote magne), che inclinano ogni individuo al suo fine (che drizzan ciascun seme ad alcun fine) a seconda della sua costellazione (secondo che le stelle son compagne), ma anche per l'intervento della divina Provvidenza e per l'abbondanza di grazie (ma per larghezza di grazie divine)". Se aggiungiamo che queste parole vengono dette da Beatrice, in cima al monte del Purgatorio, mentre ella si trova su di un carro, forse possiamo dire che non si tratti del tutto di una coincidenza.
Comprendo comunque che alcuni possano stupirsi di come certi concetti, legati all'astronomia o addirittura all'astrologia, vengano ad intrecciarsi con la religione e la teologia. Questo fatto per un uomo medievale era però del tutto normale, ed anzi erano gli stessi teologi (incluso S. Tommaso d'Aquino) a discutere di simili argomenti  (si veda a tal proposito Sapiens Dominabitur Astris).

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12 ottobre 2011

Gog, Magog e la grande muraglia


Secondo la tradizione cristiana, Gog e Magog sono due popolazioni "barbariche" e cruente che verso la fine dei tempi porteranno in tutto il mondo la loro devastazione. Alcune leggende sostengono che questi popoli siano particolarmente mostruosi, che si cibino di altri esseri umani e di serpenti, o che siano composti da individui di enormi dimensioni; queste descrizioni rimarcano chiaramente il carattere "diabolico" di tali stirpi, le quali, per certi versi, richiamano alla mente i titani della mitologia greca, esseri giganteschi destinati a vivere negli abissi del Tartaro (cioè negli "inferi") dopo la titanomachia. Le leggende raccontano anche che questi popoli, provenienti dall'Asia, in tempi passati avevano già provato ad invadere l'Europa, ma che erano state fermate dall'intervento provvidenziale di Alessandro Magno. Questi, avevndo intuito la pericolosità di Gog e Magog, aveva fatto costruire una grande muraglia (situata in mezzo a due alte montagne, le "mammelle del Nord"), con la funzione di arginare le orde ed evitare che esse si riversassero nel mondo occidentale. Prima o poi, però, anche la grande muraglia sarà destinata a crollare, e allora i popoli di Gog e Magog, saranno in apparenza liberi di attuare le loro scorrerie, di "assediare le città dei santi" (così come, secondo il libro dell'Apocalisse, potranno cingere "d'assedio l'accampamento dei santi e la città diletta") e, forse, di attaccare anche la città di Roma. Questo trionfo delle forze "infernali", potrà essere però soltanto momentaneo ed illusorio, perchè esse verranno nuovamente sconfitte, quando sulla terra verrà ristabilito l'ordine normale delle cose.
Nel corso dei secoli si è anche tentato di individuare Gog e Magog, e di farle coincidere con le varie popolazioni barbariche che hanno messo in pericolo la cristianità o il mondo occidentale. In una porospettiva meta-storica si può dire che in effetti alcune di queste popolazioni incarnarono questo principio "malefico", compiendo una vera e propria opera di dissoluzione, distruggendo ad esempio quel che rimaneva dell'impero romano. Sotto certi aspetti potevano essere così realmente considerate una prefigurazione delle terribili orde bibliche. Bisogna anche aggiungere però che le invasioni di Gog e Magog, dal punto di vista simbolico, possono alludere anche all' "invasione" (non meno pericolosa), attuata dalle forze psichiche del più basso livello sul nostro mondo. La grande muraglia edificata da Alessandro può allora simboleggiare tutto ciò che ci protegge da simili influenze nefaste... il perciolo consiste invece in aprire varchi che non dovrebbero essere aperti.

22 settembre 2011

Rosacroce e Gesuiti


Premessa

Nell'ambito delle teorie del complotto sembra avere un discreto successo la tesi secondo la quale l'ordine dei gesuiti sarebbe a capo del "governo occulto", con lo scopo di instaurare un Nuovo Ordine Mondiale. Già avevo avuto occasione di analizzare una teoria abbastanza simile, che accusa invece il cattolicesimo di essere una religione "satanica", al vertice della cospirazione globale (rimando quindi a Il Vaticano tra complotti e Babilonie). Il "filone gesuita", molto in voga sia tra i movimenti anticristiani che tra le sette protestanti, a mio parere non è molto più fondato da un punto di vista storico; inoltre le pretese "prove" che vengono mostrate sono molto spesso ridicole, e non possono essere prese sul serio: mi riferisco in particolar modo a certe citazioni, che vengono tratte da discorsi di alcuni personaggi (tra i quali troviamo anche Napoleone Bonaparte) che furono noti massoni e anticattolici.

A volte viene giustamente detto che Weisshaupt, il fondatore degli Illuminati di Baviera, da giovane fu istruito dai gesuiti. Questa informazione è esatta, ma perchè quando viene riportata non viene detto anche che Weisshaupt alimentò in seguito un vero e proprio odio nei confronti della Compagnia di Gesù e della religione cattolica, tanto da dare un'impostazione fortemente antireligiosa al suo nuovo ordine? Se invece si vuole andare un po' più in fondo alla faccenda, si arriverà anche alla conclusione che l'ordine dei gesuiti fu il primo ad opporsi a certi movimenti occultistici seicenteschi, che tra gli scopi avevano proprio l'edificazione di quello che oggi chiameremmo "Nuovo Ordine Mondiale", e che già allora cominciavano a diffondere certe voci su un imminente "risveglio spirituale".



Rosacroce, riforme e nuova era

 Johann Valentin Andreae,
pastore protestante ed
autore delle "Nozze chimiche". 
Nei primi decenni del XVII secolo si diffusero per l'Europa (soprattutto in Germania e in Francia) diversi scritti dal carattere più o meno esoterico, i cui autori, inizialmente anonimi, sostenevano di appartenere ad una società segreta, denominata "Rosa Croce" (anche se il nome di questa società appariva più spesso siglato R. C.). Non è comunque molto facile stabilire se questa società sia stato il risultato di una degenerescenza di qualche organizzazione iniziatica medievale, o se essa sia stata creata in tempi più recenti e abbia semplicemente fatto propri (per non dire "usurpato") certi simboli provenienti dall'ermetismo cristiano. Fatto sta che la società che comparve agli inizi del '600 con il nome di "Rosa Croce" era fortemente deviata e mossa da un certo interesse per l'occultismo e la magia. Tra i suoi obbiettivi principali c'erano anche quelli di costruire un "nuovo mondo", e di portare un grande rinnovamento spirituale. Questo rinnovamento, a detta dei Rosa Croce, doveva passare per l'eliminazione della Chiesa Cattolica e dei "papisti ingannatori"; essi, già nei loro primi manifesti, profetizzavano infatti "il giorno in cui le bocche di quelle serpi saran tappate e il Triregno [la tiara papale, ndJ] rovinerà" (Confessio Fraternitatis, 1615). L'intero mondo doveva essere riformato, da un punto di vista sociale, politico e religioso; anzi, negli scritti Rosacrociani si parla addirittura di "Riforma universale e generale dell'intero universo".

Questo spirito di riforma, che animava la setta dei Rosa Croce, ha le sue origini nel movimento protestante, e non è certo un caso se diversi membri della società segreta erano contemporaneamente anche pastori e teologi luterani. Il caso più eclatante è forse quello di Johann Valentin Andreae, il quale nella sua autobiografia ammise a chiare lettere di avere avuto un ruolo di rilievo nella faccenda dei Rosacroce e di essere stato l'autore delle "Nozze chimiche di Christian Rosencreutz", pubblicate a Strasburgo nel 1616. La misteriosa confraternita condivideva dunque con il luteranesimo (e, diciamolo pure, con la maggior parte dei movimenti spiritualistici) uno stato di "perenne millenarismo", in base al quale in ogni momento si attendeva la fine del mondo e l'avvento di una nuova era, caratterizzata da un rinnovamento spirituale. (In tutto questo non si può evitare di notare l'esistenza di qualche analogia con la moderna new age)

L'opposizione dei Gesuiti

Già nel primo documento pubblicato dai Rosacrociani (nell'anno 1614) comparivano delle pesanti accuse rivolte ai Gesuiti, i quali avrebbero ingiustamente fatto arrestare e imprigionare un certo Adam Haselmeyer. Questi era stato denunciato (secondo i Rosacroce) per aver ricevuto e letto un manoscritto del 1610 della Fama Fraternitatis, e di aver risposto ai membri della confraternita con una lettera nella quale egli  profetizza la venuta di un "tempo dell'impero dello Spirito Santo", la caduta del clero cattolico, del papa e di tutta la sua "cavalleria babilonese", identificata con i gesuiti.  Il tempo dello Spirito Santo di cui parlava Adam Haselmeyer, o chi  per lui, non era altro in fondo che la "nuova era"; infatti venivano qui riprese le terminologie di Gioacchino da Fiore, secondo il quale la nuova era dello Spirito Santo avrebbe superato le precedenti ere "del Padre" e "del Figlio", coincidenti rispettivamente con il periodo vetero-testamentario (quindi con la religione ebraica) e con quello del Nuovo Testamento (dunque con la religione cattolica), portando un grande rinnovamento spirituale.  

Comunque sia, da parte della Compagnia di Gesù ci fu realmente una certa opposizione nei confronti dei Rosacroce, sebbene essa sia attestata con certezza solo qualche anno più avanti.
In particolare padre François Garasse derideva i Rosacrociani, chiamandoli "i Fratelli ubriaconi", e dichiarando che non ci sarebbe stato "supplizio bastevole" nel caso in cui essi fossero stati riconosciuti "colpevoli, malvagi e messi agli arresti per stregoneria, cialtroneria e complotto pregiudizievole alla religione, agli Stati e ai buoni costumi".

Anche il gesuita Jacques Gaultier denunciava, piuttosto aspramente, quella "setta segreta in voga da qualche anno in Germania, ancora poco conosciuta per il fatto che i suoi accoliti seminano di nascosto il veleno, prendendo accurate precauzioni per non farsi scoprire".
Commentava inoltre le opere Rosacrociane dicendo:
"Tutte queste affermazioni, alcune enigmatiche, altre temerarie, alcune eretiche, altre sospette di stregoneria, ci fanno supporre che la sedicente confraternita non sia così antica come vuol far credere, che anzi sia una giovane ramificazione del Luteranesimo, contaminato per opera di satana da empirismo e magia, al fine di ingannare più facilmente gli animi volubili e curiosi.". Da tutto ciò si può dedurre come gli appartenenti alla società segreta avessero il dente avvelenato coi Gesuiti, e come a loro volta i Gesuiti non perdessero occasione per accusare la confraternita di eresia, o di essere pericolosa per l'integrità degli Stati e della religione. Ma ad ogni modo, al di là dei singoli scontri che possono esserci stati tra queste due fazioni, alla base rimane prima di tutto una differenza di carattere dottrinale. Mentre i Gesuiti, in questo contesto, potevano essere considerati i rappresentanti della tradizione, i Rosacrociani erano gli esponenti dello spirito moderno e riformista che, almenno in parte, avrebbe preparato il terreno al pensiero illuminista e alle rivoluzioni del XVIII secolo.


Conclusione

In generale, ci sono anche altri elementi che lasciano dubitare della veridicità di tutto il "filone gesuita"... come ad esempio il fatto che questa teoria inizialmente sia stata portata a galla da un romanzo di Eugène Sue ("L'ebreo errante"), i cui fini forse non erano del tutto così limpidi. I dati riportati in questo breve articolo dovrebbero però cominciare a fare riflettere chi crede realmente che i Gesuiti siano i principali fautori del nuovo ordine mondiale...se non altro perchè certi "piani" hanno un origine ben più antica e perchè la Compagnia di Gesù si oppose realmente ai primi tentativi di diffusione di determinate idee.

[Nota bibliografica: Per quanto riguarda le fonti utilizzate, oltre agli scritti Rosacrociani come la Fama Fraternitatis, si può vedere Storia dei Rosa Croce, di Paul Arnold. Si tratta di uno testo documentato in maniera quasi maniacale, ed è sicuramente uno dei libri più seri scritti sull'argomento. L'edizione che ho consultato è quella del 1989 (Gruppo Editoriale Fabbri) e le citazioni dei padri gesuiti che si opposero alla setta dei Rosa Croce si trovano più precisamente nelle pp. 22-24]

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Il Vaticano tra complotti e Babilonie 

25 agosto 2011

Re Artù è in Sicilia


Secondo una leggenda medievale, a noi giunta in versioni differenti, re Artù non riposerebbe nella mitica isola di Avalon, ma vivrebbe nascosto in Sicilia, e più precisamente all’interno dell’Etna. Il primo scrittore a riferirci questa leggenda è Gervasio da Tilbury (1155-1234), il quale narra che, un giorno, il cavallo del vescovo di Catania fuggì al palafreniere che lo aveva in custodia. Il ragazzo cominciò a cercarlo in lungo e in largo, giungendo così sulla sommità dell’Etna; all’interno del vulcano trovò uno stretto sentiero, che lo condusse “ad una campagna assai spaziosa e gioconda, e piena d’ogni delizia; e qui, in un palazzo di mirabile fattura, trovò Artù adagiato sopra un letto regale”. Il re, saputo il motivo per cui il palafreniere era giunto fin lì, gli fece portare il cavallo perché lo restituisse al vescovo; inoltre gli raccontò che molti anni prima aveva combattuto una violenta battaglia contro il nipote Mordred e che, essendo stato ferito, si era rifugiato in Sicilia. Abbastanza simile (anche se con qualche variazione) è la versione esposta dall’abate Cesario di Heisterbach. Si può ritrovare un riferimento a questa leggenda anche in una poesia siciliana del XIII secolo (riportata da Arturo Graf), nella quale due cavalieri dicono esplicitamente che Artù potrebbe trovarsi all'interno dell'Etna:

"Cavalieri siamo di Bretagna  
Ke vengnamo de la montagna,
ke ll'omo apella Mongibello [l'Etna].
Assai vi semo stati ad ostello
per apparare ed invenire
la veritade di nostro sire,
lo re Artù k'avemo perduto
e non sapemo ke sia venuto.
Or ne torniamo in nostra terra
Ne lo reame d'Inghilterra."

Questi racconti possono apparire decisamente strani, e in effetti stupisce un po' vedere come un personaggio appartenente al ciclo bretone e così "nordico" come Artù, venga catapultato nella calda terra di Trinacria. Ma stupisce ancor di più che questo re, che tradizionalmente viene presentato come "solare", positivo, e la cui storia è legata addirittura al santo Graal, sia collocato all'interno di un vulcano. Infatti molte leggende antiche consideravano i vulcani come delle "bocche" spalancate verso l'inferno, anche perché, nel medioevo cristiano, il fuoco e lo zolfo che i crateri sprigionano dovevano richiamare alla mente il fuoco che non si estingue della Geenna, o lo stagno di fuoco e zolfo dove, secondo l'Apocalisse (Ap. 20:10), viene gettato il diavolo assieme alla bestia e al falso profeta. Insomma, le colate laviche, le grandi fiammate, le esplosioni e le esalazioni tossiche, da un punto di vista simbolico, possono essere ben associate all'"inferno", luogo dove non ci aspetteremmo di trovare Artù.
Non bisogna però dimenticare che, se l'Etna nel suo aspetto malefico è un vulcano, nel suo aspetto positivo è in realtà un monte (alto oltre 3300 metri!), tanto che gli stessi abitanti di Catania, in dialetto, lo chiamano proprio a Muntagna (la montagna). Secondo il poeta greco Pindaro questa montagna era addirittura "la colonna del Cielo", ed è chiaro che qui si riferiva al suo aspetto "benefico". Inoltre, tornando alla leggenda di partenza, si può notare anche che l'interno dell'Etna viene descritto come un luogo accogliente, ricco e felice (una campagna assai spaziosa e gioconda, e piena d’ogni delizia), tutt'altro che infernale. Questa descrizione si addice perfettamente pure a molti altri luoghi simbolici, come il Regno del Prete Gianni e il Paradiso Terrestre (che non a caso, secondo la visione di Dante, si trova in cima al monte del Purgatorio) o le "Isole Fortunate".

Se rimaniamo fedeli al mito, senza cercare quindi di identificare l'isola di Avalon con una determinata località, possiamo dire che anche quest'ultimo luogo ha le stesse caratteristiche di "inaccessibilità" (o accessibilità per pochi), e di prosperità. Si dice ad esempio che l'isola sia circondata da altissime onde impraticabili, oltre che da una fittissima nebbia, e che al suo interno ci siano alberi dai frutti dorati e fiumi di vino. Il misterioso e simbolico paese nascosto dentro all'Etna funge allora da equivalente di Avalon, e gli elementi simbolici ci suggeriscono come questa equivalenza sia lecita, non arbitraria. Con buona pace degli inglesi, qualcosa di "arturiano"  forse lo abbiamo anche noi italiani.

22 luglio 2011

Pausa estiva e breve commento al blog


Per qualche settimana, a partire da domani, metterò il blog in "pausa estiva". Ovviamente gli articoli presenti nel blog si potranno continuare a leggere; solamente non scriverò nuovi post (bhe...mai dire mai) e metterò i commenti in moderazione, in maniera tale da poterli leggere con calma quando mi connetterò...cosa che accadrà un po' di rado. 

Detto questo, vorrei fare un breve commento al blog, in questi suoi pochi mesi di vita. Devo ammettere che quando ho aperto il blog la mia idea iniziale era quella di creare un "angolino nel web", nel quale inserire semplicemente qualche riflessione personale...anche per questo non mi sono impegnato molto per cercare un titolo un po' più fantasioso al blog. Questo "angolino" ha cominciato però a ricevere molte più visite di quello che mi aspettavo inizialmente, e per questo devo ringraziare Santaruina, che ha messo il link su "Tra Cielo e Terra", chi ha condiviso i post sui social network e, non per ultimi, tutti coloro che seguono il blog abitualmente.
Nonostante questo però l'impostazione del blog rimane più o meno quella dell'inizio. Motivo per cui non scriverò mai un gran numero di post ogni mese...numero che dipenderà sempre un po' dal tempo a disposizione, un po' dagli spunti, e molto dalla pigrizia.
Auguro a tutti di passare delle buone vacanze...o quello che ormai ne rimane.
Un saluto e a presto ;-)

7 luglio 2011

Film, propaganda e suggestioni


Solitamente si dice che l'ufologia sia nata il 24 giugno 1947, giorno in cui un ricco uomo d'affari statunitense, Kennet Arnold, sostenne di aver avvistato dei "piatti volanti" mentre si trovava in volo sul suo aereo privato. Da quel momento in poi gli avvistamenti, veri o falsi, si moltiplicarono velocemente, e non si dovette attendere molto perchè migliaia di appassionati collegassero simili fenomeni alla presenza di "astronavi aliene" sul nostro pianeta. Se ci riflettiamo attentamente, però, il collegamento appare decisamente forzato. Non c'è infatti nessun motivo logico per dire con certezza che un oggetto in cielo, per quanto strano possa sembrare, sia di natura "extraterrestre" e ospiti al suo interno dei marziani. Ma allora perché questo collegamento è stato dato praticamente per scontato? E, soprattutto, come mai moltissime persone lo hanno accettato in maniera quasi incondizionata? 
Molto spesso le cause di un fenomeno vanno cercate un po' più indietro nel tempo. Infatti, molto prima che si parlasse di "ufo" e "ufologia", la popolazione americana era già stata abbondantemente preparata all'idea che esistessero forme di vita aliene, che potessero entrare in contatto con noi. Già sul finire dell' '800 (e si guardino le date: stranamente si tratta dello stesso periodo in cui ebbero grande successo i movimenti spiritualistici, come lo spiritismo e la teosofia, con il conseguente dilagare dell'occultismo) erano comparsi numerosi romanzi di fantascienza, che avevano per oggetto viaggi spaziali, astronavi extraterrestri e rapimenti alieni.

È del 1880 il romanzo Across the Zodiac, di Percy Greg, nel quale il protagonista, con una nave ad antigravità, riusciva a aggiungere il pianeta rosso, trovandovi così una civiltà dittatoriale e maschilista. La Guerra dei Mondi, pubblicato da H. G. Wells (che era un membro della società occultista Golden Down) nel 1897, raccontava invece di extraterrestri invasori che con le loro avanzate tecnologie minacciavano l'esistenza stessa del genere umano. Dello stesso autore è Star Begotten, un romanzo che per certi aspetti ha moltissime affinità con la teosofia e la moderna new age: qui, infatti, gli alieni erano considerati benefattori dell'umanità, dei fratelli dello spazio che grazie a "raggi cosmici" facilitavano "l'evoluzione" delle persone. Questo non è comunque l'unico punto di contatto tra i movimenti occultistici e le storie sugli alieni, dal momento che, proprio tra i teosofi e gli spiritisti, era molto diffusa l'opinione che esistessero forme di vita simili all'uomo fuori dalla terra, o che addirittura gli esseri umani, dopo essere morti, potessero "reincarnarsi" sugli altri pianeti del sistema solare.
Questo dovrebbe fare pensare anche a quanto siano legati tutti i vari movimenti “ufologici” con quelli neo-spiritualistici, anche solo ad un livello “ideologico”.
Una rivista di fantascienza
del 20 giugno 1935.
La copertina mostra
chiaramente un "rapimento
alieno".

Comunque sia, questi libri ebbero un grande successo, soprattutto tra il popolo americano. Lo stesso può dirsi anche per i film. E’ del 1902 la prima pellicola dove compaiono degli “extraterrestri”, ma ne uscirono diverse anche negli anni successivi. Questi film condizionarono talmente tanto l’opinione pubblica americana che, quando nel 1938 la CBS trasmise una finta radiocronaca di un attacco alieno, molte persone credettero che ci fosse una reale invasione da parte dei marziani, facendosi letteralmente prendere dal panico. E ciò accadde ben prima della nascita dell’ “ufologia” e dei movimenti annessi! Questo significa che la popolazione, già all'epoca, era stata opportunamente preparata a ricevere determinati impulsi (se non vere e proprie suggestioni), con degli opportuni mezzi di propaganda.
Molto probabilmente la stragrande maggioranza di autori di libri e film riguardanti tale argomeno era inconsapevole di questo fatto, ma le loro opere contribuirono enormemente a creare certi stati d’animo, che sarebbero tornati utili ai burattinai. Anzi, possiamo dire che l'ufologia e i movimenti ufologici siano nati proprio in seguito a queste suggestioni artificiali, e che siano "salati fuori" solo quando gli individui erano stati adeguatmente "preparati". Se qualcuno si stesse ancora chiedendo lo scopo di questa massiccia operazione, è sufficiente che rifletta un attimo su quanto il fenomeno ufologico stia alla base di molti movimenti new age. Si può anzi dire con sicurezza che per la new age (o almeno per quella più recente), credere “negli alieni” sia un vero e proprio punto fermo. Osservando questi fenomeni si potrebbe pensare anche che tutta la questione degli "extraterrestri" sia stata a lungo progettata, per avere in seguito un ruolo nell'instaurazione della "religione mondiale".

Un discorso simile può comunque essere fatto anche per molti altri film che, in ambiti leggermente differenti, hanno giocato un ruolo simile. Uno dei casi più curiosi è senza dubbio quello del film Matrix, che è stato scambiato da molti per un film “contro-il-sistema”. Bisogna sempre considerare però che i film sono un ottimo mezzo per diffondere tra il pubblico determinate idee, quindi - per quanto ne sappiamo - Matrix potrebbe essere benissimo un film di propaganda, così come lo era Scipione l’Africano (1937), proiettato nelle sale cinematografiche italiane durante l’epoca fascista. C’è però da dire che la propaganda fatta dal secondo film era di stampo “politico” e che tutto sommato si trattava anche di una propaganda palese, perchè tutti (o quasi) capivano che il film era solo un modo per esaltare gli ideali del fascismo. Quella fatta da Matrix è invece una propaganda incredibilmente più subdola, riguarda argomenti di carattere “filosofico” o pseudo-spirituale e per questo motivo risulta anche molto più pericolosa.
L'idea di fondo di Matrix, infatti, é che il mondo che ci circonda (o che circonda i personaggi del film) sia in realtà un mondo fasullo, costruito "artificiosamente" da degli esseri non-umani (macchine e robot), che tengono prigioniera l'umanità e che si nutrono delle sue energie. Questa "filosofia" però non è affatto nuova, ed è soltanto un riadattamento in chiave "tecnologica" delle dottrine gnostiche, secondo le quali gli esseri umani erano prigionieri di entità malvagie, chiamate Arconti, e intrappolati in un mondo falso creato da un demiurgo oppressivo (il Dio dell'Antico Testamento). La diffusione del "pensiero gnostico" è stata notevolmente agevolata da questo film; per rendersi conto di ciò, basta osservare quanti libri (tra i primi Figli di Matrix di David Icke) e siti internet sono stati ispirati da questa pellicola, e propongono magari di "combattere il sistema" con idee palesemente neo-gnostiche. Lo stesso vale ancora per film come V per Vendetta, o Avatar, che sono ben lontani da essere qualcosa "contro-il-nuovo-ordine-mondiale", anche se da molti sono stati scambiati per tali. Alcuni forse non hanno mai pensato che i film possano essere tra i principali strumenti che il potere usa per plasmare le menti... o forse non hanno mai visto Scipione l'Africano.

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