16 marzo 2011

Venus Project


A parziale integrazione del post precedente:
L'immagine che vedete qui sopra (Circular City) è stata disegnata dal designer statunitense Jacque Fresco. L'immagine rappresenta la struttura che dovrebbe avere, secondo l'autore, una "città ideale", tecnologica ed "ecosostenibile".

Il designer Jacque Fresco è il fondatore del Venus Project, quello stesso progetto che è stato propagandato nel film-documetario Zeitgeist Addendum (del 2008), e che è stato entusiasticamente presentato come la "soluzione auspicabile" ai problemi del mondo moderno. In realtà il Movimento Zeitgeist si ispira in maniera diretta al Venus Project di Jacque Fresco, ed anzi si potrebbe dire che i due "movimenti" sono praticamente una cosa sola - Nello stesso sito del Venus Project si può leggere addirittura che "il movimento Zeitgeist è il braccio attivista del Venus Project" (The Zeitgeist Movement is the activist arm of the Venus Project) -
 
Il “Venus project” non è però semplicemente un progetto che ha la pretesa di rivoluzionare gli aspetti "ambientali", "politici", "economici" o finanziari della nostra società; se analizziamo le ideologie di questo movimento notiamo infatti che in esso sono insite le varie “filosofie” della new age. Anche in uno degli scritti più importanti di Jacque Fresco, Looking Forward (1969), la stessa idea di “nuova era” compare più volte, e compaiono persino dei riferimenti ad un indottrinamento che i giovani - a partire dalla più tenera età - dovrebbero ricevere per “rendere al massimo il potenziale umano” della “nuova era”. 
E' questa una linea di pensiero che sembra davvero molto simile a quella del transuamanesimo, la "religione" secondo cui l'uomo, grazie anche all'ausilio della tecnologia e delle scoperte scientifiche, è in grado di ampliare le proprie capacità ed "elevarsi" così a "nuova divinità".

« Ogni scuola materna, scuola elementare, liceo, e il college della nazione dovrebbe aiutare gli studenti ad anticipare i cambiamenti che ci saranno nel loro futuro. Dovrebbe invogliarli a cercare nuovi modi di pensare e sentire e di riorganizzare la loro società per rendere al massimo il potenziale umano di felicità nella nuova era - ...to make the most of man's potential for happiness in the new age - »
( Jacque Fresco, Looking Forward, Part. III, 16 Education for Change)

Questo libro è stato scritto tra l'altro con la collaborazione del guru new age Kenneth Keyes; si può notare anche che nella copertina di questo testo compare, ancora una volta, un disegno che rappresenta una “Città Circolare”.

Nel sito ufficiale del “Zeitgeist Moviment”, è anche possibile trovare questa “curiosa” immagine di propaganda (a destra).
Questo disegno raffigura delle persone in una “città tecnologica” e “in armonia con la natura” mentre osservano il sole che sorge. Ora, bisogna tener presente che il sole che sorge è palesemente un simbolo che allude alla nuova era; una nuova era che nasce e con la quale riemerge dalle tenebre anche la conoscenza (gnosis) luciferina che "illumina" così l'umanità.

Inoltre, c'è da dire che la scritta "A prosperous future for all the world's people" ("Un ricco futuro per tutte le persone del mondo"), presente in cima all'immagine, sembra richiamare l'idea di "un mondo unito".
Pare inoltre che ci sia un certo legame tra le Nazioni Unite e questo progetto. Lo steso Jacque Fresco è stato recentemente invitato (nel 2010) a parlare alla conferenza tenutasi in Olanda per la celebrazione del decimo anniversario della "Carta della Terra".

(Tornando all'immagine iniziale...Vista la particolare forma di questa "Città Circolare" possiamo dire che le coincidenze, forse, cominciano ad essere più d'una).

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14 marzo 2011

Il simbolo dell'ONU e la Nuova Atlantide


Stamattina riflettevo su come ci sia effettivamente una certa somiglianza tra il simbolo delle Nazioni Unite e le varie "ricostruzioni" di Atlatnide, che sono state fatte a partire dalla descrizione di Platone. Il filosofo greco infatti racconta, nel Crizia, che l'isola principale di Atlantide era formata da più cerchi concentrici. Oltre alla zona centrale (anch'essa circolare), ci sarebbero state ben altre 5 fasce esterne: più precisamente 2 fasce di terra e 3 fasce d'acqua, alternate fra di loro (come in figura).
Ecco quanto afferma Platone:
« Poseidone [...] la fece [Atlantide] scoscesa tutt'intorno, formando cinte di mare e di terra, alternativamente, più piccole e più grandi, l'una intorno all'altra, due di terra, tre di mare, come se lavorasse al tornio, a partire dal centro dell'isola, dovunque a uguale distanza »
(Platone, Crizia)

Sempre nello stesso testo, Patone racconta che in seguito gli uomini avrebbero costruito in Atlantide dei ponti, per collegare le
cinte più esterne con la parte più interna dell'isola;
qui erano situati gli edifici più importanti dell'impero atlantideo,
cioè il palazzo reale ed il tempio dedicato al dio Poseidone:


« Le cinte di mare che si trovavano intorno all'antica metropoli perprima cosa le resero praticabili per mezzo di ponti, formando una via all'esterno e verso il palazzo reale »
(Platone, Crizia)
Il simbolo delle Nazioni Unite sembrerebbe corrispondere in maniera sorprendente ad una simile descrizione. Le fasce risultanti dal disegno sono proprio in numero di 5 e, proprio come nel racconto di Platone, al centro vi è un'altra zona circolare (cioè il luogo dove, ad Atlantide, ci sarebbe stato il palazzo reale). Nel simbolo dell'ONU, inoltre, le varie circonferenze sono collegate da delle linee rette, che vanno dall'esterno verso il centro della figura, e che potrebbero corrispondere ai ponti e ai canali costruiti dagli atlantidei.
È verissimo che la "spiegazione ufficiale" del simbolo è tutt'altra, ma nell'ambito delle "teorie alternative" (o... complottiste) credo che si possa provare ad avanzare quest'ipotesi: che il simbolo dell'ONU sia proprio una rappresentazione stilizzata dell'isola di Atlantide. Di seguito proverò a spiegare perchè sarebbe stata scelta proprio Atlantide.



Perché Atlantide?

Sempre che il simbolo delle Nazioni Unite rappresenti effettivamente l'isola di Atlantide (questa rimane comunque solo un'ipotesi), quale potrebbe essere il motivo di questa "scelta"? Per tentare di dare una risposta, bisogna ricordare la fortissima influenza che hanno avuto sull'ONU le "dottrine" teosofiste e personaggi come Alice Bailey. Secondo gli autori teosofisti, il continente Atlantideo è stato infatti il luogo dove in passato nacquero e si diffusero i culti misterici, di cui essi si ritengono i continuatori.
Allo stesso modo, alcune "scuole occulte" sostengono che l'origine delle loro organizzazioni e dei loro insegnamenti sia "atlantidea"...e lo stesso sostengono oggi molti gruppi new age; tra questi "spicca" la setta "neo-atlantidea" di Damanhur; è perlomeno interessante notare come questa setta abbia ottenuto dei riconoscimenti,  proprio dalle Nazioni Unite, poiché rappresenterebbe un "modello di società ideale".
 Ovviamente queste pretese di "antiche origini" sono più che infondate... ed inoltre, se ci si fa caso, sono in netta contraddizione con altre convinzioni, come quelle "evoluzionistiche", che caratterizzano tutti questi movimenti. Ma, nonostante le contraddizioni, l'origine atlantidea dei "Misteri" per queste persone sembra essere proprio un punto fermo.

Per gli occultisti creare un nuovo impero di Atlantide significa dunque riportare a galla i loro culti; culti che sarebbero stati ingiustamente "perseguitati" dalla religione Cristiana, e che sarebbero pronti a riemergere nella fantomatica "nuova era". Per essi, significa anche instaurare un nuovo tipo di governo che sia coerente con la loro particolare ideologia.

Manly Palmer Hall, occultista e massone di 33° grado, in alcuni  suoi scritti ("Letture sulla filosofia antica") sosteneva apertamente che c'era la necessità di costruire una "Nuova Atlantide", la quale avrebbe portato ad un "governo ideale per la terra". Un governo composto cioè da "un ordine di uomini illuminati (vale a dire gli iniziati) uniti dallo scopo di investigare sulle forze della vita ed i misteri della natura".
Questa "Nuova Atlantide" di cui parla Hall non è altro, in fondo, che il nuovo ordine mondiale; un "nuovo mondo", come dice egli stesso, dove "le nazioni non esisteranno" e "la terra sarà sotto un solo un solo ordine, un governo, un corpo amministrativo". Dove a dirigere le sorti del globo e dei suoi abitanti sono gli uomini "illuminati".
A questo punto, l'interpretazione del simbolo in questione porterebbe a dire che esso rappresenta un auspicio della costruzione della "Nuova Atlantide" e del ritorno dei "culti misterici" in tutto il mondo... un mondo unito da questa "nuova religiosità" e guidato da un solo governo. E' un'interpretazione che potrebbe non essere così fantasiosa, visto che le Nazioni Unite nascono proprio con questo specifico intento.

Continua:
Venus Project

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Approfondimento:
The Atlantis Connection, di Giona (Ultima Epoca)

3 marzo 2011

I Saturnali


In questi sette giorni è proibito soltanto intraprendere azioni serie ed importanti; ma ubriacarmi, esultare, giocare a dadi, ospitare schiavi, cantare e danzare nudo, imbrattarmi il volto di fuliggine e farmi gettare nell’acqua gelida...questo posso farlo finché voglio!
Luciano, Saturnalia

Durante l’antica Roma, i Saturnalia erano una festa dedicata al dio Saturno. Inizialmente questa festa si svolgeva solamente il 17 di dicembre ma in seguito, sotto Augusto, la sua durata fu aumentata di altri sei giorni. Durante questa festa, così come nel corso di tante altre, si partecipava a grandi banchetti, dove immancabilmente il vino scorreva a fiumi, e spesso si facevano scambi di regali. La caratteristica più singolare dei Saturnali era però la sovversione dell’ordine che vigeva durante i giorni “normali”: i battenti dei tribunali venivano chiusi e la giustizia non veniva amministrata; la gente si lasciava andare ad attività folli o particolarmente chiassose, e usciva in strada indossando il pilleus, il copricapo tipico dei liberti; per quanto riguarda gli schiavi, essi non solo si potevano comportare come le persone libere, ma potevano anche dare degli ordini ai loro padroni; il gioco d’azzardo, che solitamente era vietato, veniva considerato lecito (1).

Le caratteristiche di queste feste sono storicamente ben documentate. Ciò che può sfuggire è invece il loro vero significato. Alcuni, rimarcando sopratutto l’aspetto “gioioso” che aveva questa festività, hanno voluto vederci un richiamo alla mitica età dell’oro. Secondo la tradizione, infatti, l’età dell’oro era dominata dal dio Saturno, il quale in epoca arcaica, veniva considerato dio dell’abbondanza e dell’agricoltura - i termini latini  satisfacere (soddisfare) e sator (seminatore, contadino) hanno d’altronde la stessa identica radice di Saturno - I Saturnali sarebbero quindi un breve e “simbolico” ritorno ad un’età felice, che ormai non c’è più...una rievocazione di un'antica epoca "dell'abbondanza" della quale è rimasto solo un vago ricordo.
Quest’interpretazione però non riesce a spiegare un fatto: se i Saturnali erano veramente un “ripristino” temporaneo di un antico splendore della Tradizione, come mai consistevano, di fatto, in un ribaltamento degli stessi principi tradizionali ed in una sovversione dell’ordine “normale” delle cose?

Questo aspetto può essere compreso solo se si ricorre ad un altro tipo di spiegazione. Se è vero infatti che in un’epoca molto antica Saturno era considerato come un dio fondamentalmente positivo, in epoche successive prevalse invece il suo “lato oscuro”; così Saturno divenne ben presto un dio dell’oltre tomba, un dio “infernale”.

Nella tradizione greca, questo "cambiamento" viene raccontato in maniera eccellente dalla mitologia. Secondo il mito infatti il dio Crono, paragonabile in tutto e per tutto a Saturno (2), fu scaraventato nel Tartaro assieme ai Titani dopo aver perso la battaglia contro Zeus (titanomachia). Questo aspetto negativo di Saturno rimase anche nell'alchimia cristiana, dove il pianeta Saturno e le sue influenze erano associate al piombo, uno dei metalli più impuri, che andava faticosamente lavorato e trasmutato in oro.

Quanto accadeva durante i Saturnali, non era quindi un richiamo al dio Saturno in quando dio “positivo” e non poteva essere nemmeno un richiamo all’età dell’oro. L’interpretazione che a questo punto è più plausibile è che i Saturnali fossero delle “valvole di sfogo” degli aspetti più bassi della società romana, che in quei giorni (e solo in quei giorni) erano liberi di manifestarsi. D’altronde, proprio quando Roma si allontanò dagli originali (e rigorosi) costumi dell'età Repubblicana, la gente sentì una maggiore necessità di queste feste che erano in grado di esprimere i “bassi istinti”;  così in età imperiale la durata degli stessi Saturnali fu aumentata da un giorno ad una settimana (più precisamente dal 17 al 23 dicembre).

In epoca medievale, una funzione incredibilmente simile a quella dei Saturnali fu svolta dalle feste carnevalesche. Durante il carnevale, gli individui potevano compiere atti che altrimenti sarebbero stati duramente condannati dalla società...anche qui il vino scorreva a fiumi e non di rado inoltre le sfilate del carnevale assumevano tratti grotteschi, “animaleschi” (si pensi alle tante maschere da “animale”) o addirittura osceni, senza che nessuno rimanesse scandalizzato; si potevano anche compiere burle o piccole malefatte senza venire per questo incriminati (da qui il detto "a carnevale ogni scherzo vale").
Per una società antica era però importante che queste feste avessero una durata determinata e che poi la vita tornasse ad essere dominata dall’ordine tradizionale...

non semper saturnalia erunt (non sempre ci saranno i Saturnali, Seneca).
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Note:

(1) A Roma il gioco d'azzardo era proibito da sempre, sebbene la pena consistesse solo in una contravvenzione in denaro, pari a quattro volte la posta in gioco. I debiti di gioco non avevano poi nemmeno un riconoscimento giuridico, per cui (come da noi oggi) non si poteva agire in giudizio per pretendere il pagamento di un tale debito.

(2) Esiodo ci racconta che Crono, come Saturno, prima era il dio dell'età dell'oro, e che in quell'epoca felice la terra produceva spontaneamente una grande abbondanza di frutti.

8 febbraio 2011

Sulle religioni "femminili"



È noto come anticamente, presso i popoli mediterranei, fossero diffusi culti legati alla fertilità e ai cicli della natura. Tali culti avevano come figura centrale la Magna Mater  (Grande Madre); essa veniva venerata perché la terra portasse abbondanza di frutti e perché fosse propiziata la gravidanza nelle donne. Si trattava di religioni evidentemente "femminili", cosa che è ampiamente dimostrata anche dai simboli che venivano utilizzati (basti pensare alle tante statuette raffiguranti le cosiddette "veneri").
Si cadrebbe a mio avviso in errore, però, se questi culti venissero considerati come i più antichi o se si pensasse ad essi come a dei riti "superiori". Al contrario, è molto più probabile che si trattasse di culti deviati, che si avvicinavano più all'idolatria che ad un'autentica spiritualità. Il fatto stesso che si venerassero forze legate alla terra (che sotto certi aseptti ha un carattere "femmilile") è una conferma di come tali religioni fossero in realtà poco "celesti"; un'altra conferma la si ritrova notando come queste divinità femminili fossero invocate per chiedere un'abbondanza molto più "materiale" che "spirituale".

Secondo una certa visione "storica" (forse poco "accademica") tali culti erano diffusi prevalentemente fra le stirpi mediterranee autoctone, e furono successivamente sostituiti dalle religioni (superiori) dei popoli indo-europei, una volta che questi si stabilirono nel bacino del Mediterraneo. Il fatto che le genti indo-europee abbiano sottomesso le popolazioni locali è in realtà abbastanza assodato: l'esempio storico più illuminante è dato dalla  sottomissione degli Iloti (popolazione greca "autoctona") da parte degli Spartiati (che erano Dori, e dunque indo-europei); da quel momento in poi gli Iloti avrebbero costituito la classe servile, con il compito di coltivare la terra per i nobili di Sparta.

Per quanto riguarda la religione, la questione è forse un po' più complessa. Secondo la teoria a cui mi riferivo poco fa, gli indo-europei (venuti dal nord) portarono nel Mediterraneo le loro credenze religiose, e vi sarebbe conferma di ciò in un mito riferito da Plutarco; esso racconta che delle aquile partirono "dall'estremità della terra" e arrivarono fino
in Grecia.
"C’è una storia [...] in cui si narra che delle aquile (oppure dei cigni) siano partite dai limiti estremi della terra e dirette al suo centro, si ritrovarono nello stesso posto, a Pito, dov'è il cosiddetto « ombelico »"
Plutarco, Dialoghi Delfici
L' “ombelico” di cui si parla qui è l’Omphalos di Delfi, considerato dai greci il centro del mondo e avente una grandissima importanza religiosa. L'aquila, d'altra parte, è uno degli animali "olimpici" per eccellenza, ed era considerata sacra a Zeus.
L'interpretazione di questo mito porterebbe a dire quindi che vi fu una discesa dal nord sia dei popoli che della loro religione; quest’ultima era nettamente superiore ai  culti "autoctoni". Non a caso questi popoli diedero in seguito vita a delle civiltà con una struttura "patriarcale", come si addice ad ogni civiltà veramente tradizionale (si sospetta che i popoli precedenti avessero invece una struttura "matriarcale").
Una volta avvenuto questo "cambio di guardia", però, i culti femminili non scomparvero del tutto. A volte si integrano nella religione "ufficiale" (come nel caso della dea Demetra, il cui nome sembra che significhi proprio “madre terra”); altre volte sopravvissero, nel corso dei secoli, in maniera "parallela" ed anche occulta rispetto alle religioni “ortodosse”. È questo, ad esempio, il caso della “Sophia” delle sette gnostiche che, secondo gli appartenenti a tali correnti deviate, faceva addirittura parte della trinità “al posto” dello Spirito Santo. Sophia era inoltre un “eone” che portava la "conoscenza" (gnosis) e la  "saggezza" (sophia, appunto) con le quali l’uomo poteva liberarsi dal dominio di Dio, che gli gnostici consideravano come un demiurgo "oppressivo".

Nella Bibbia i culti di queste divinità femminili sono particolarmente disprezzati : essi vengono equiparati all’idolatria o addirittura all'adorazione dei demoni. In particolare, nell'Antico Testamento, si trovano alcuni riferimenti alla divinità mesopotamica Astarte, la cui venerazione è duramente condannata come blasfema.
(Questa dea è conosciuta anche come Ashtar, Astarotte, Astartu; è associata a Venere nei suoi aspetti inferiori, anche perché al suo culto era legata la pratica della "prostituzione sacra". È curioso notare come uno degli idoli della new age sia un “alieno” di nome Ashtar Sheran. È, a mio parere, l’ennesima conferma della natura letteralmente "satanica" di questa pseudo-religione... qualora di conferme non ce ne fossero abbastanza).

Al giorno d'oggi sembra che questi culti femminili stiano riemergendo, anche se in forme apparentemente diverse. Da una parte ci sono i tanti "fanatici della Nuova Era" che attendono un'epoca caratterizzata dalla "spiritualità femminile" dell'era dell'acquario. Tra questi c’è chi parla anche di “nuovo eone”, utilizzando una terminologia che deriva per lo più dallo gnosticismo, e c’è anche chi parla del ritorno dell’umanità ad una “società di tipo matriarcale”. Dall'altra ci sono i moltissimi "movimenti" ambientalisti ed ecologisti che, sotto una maschera di buonismo, nascondono delle pseudo-religioni dove la natura è venerata come una divinità. Tra l'altro, analizzando tutti questi movimenti, si nota come essi si distinguano per la grande importanza che viene data al “sentimentalismo”. Bisogna considerare che il sentimentalismo è qualcosa che sta ben al di sotto della ragione e della razionalità, sebbene certi credano che sia qualcosa di superiore... o pensino addirittura che sia qualcosa da “esaltare”.

Un po' di sfuggita, aggiungo anche che queste religioni ambientaliste e neo-pagane incitano spesso al "vegetarianesimo". Penso che esso, specie se considerato nelle sue forme più estreme, nasconda qualcosa di molto pericoloso. É senza dubbio palese il fatto che questo vegetarianesimo alimenti il "sentimentalismo" nei confronti degli animali e della natura; è però interessante notare come, in passato, chi veniva accolto in una comunità catara, dovesse promettere di non uccidere animali, di non cibarsi di carne, e in generale di alimenti provenienti da animali (come latte, formaggio, uova etc.). Ed il catarismo, dal punto di vista dottrinale, non era infondo che una forma di gnosticismo.

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21 gennaio 2011

Grafica

 

Per il momento ho dei seri problemi con la grafica del blog...spero di risoverli a breve, anche perchè l'intestazione così pixellosa fa abbastanza senso.
Saluti
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Edit
Penso di aver risolto il problema...se visualizzate ancora male la barra in alto, ditemelo pure ;-)
A presto

18 gennaio 2011

Avatar e la New Age


Poco più di un anno fa, nelle sale cinematografiche italiane, usciva Avatar, il film che avrebbe fatto più incassi in tutta la storia del cinema.
Già altri hanno ben messo in evidenza come questo film faccia della "propaganda" alla nuova spiritualità new age; per chi sia interessato rimando quindi a questo articolo di Santaruina.
Gli elementi neo-spiritualisti o neo-pagani presenti nel film sono comunque molti...e molti sono in generale gli aspetti un po’ “inquietanti”; ho messo qui in risalto alcuni di questi aspetti.

- Prima di tutto, il pianeta dove si svolge la vicenda si chiama Pandora. Un nome che non sembra essere scelto a caso, poiché richiama subito alla mente la storia del vaso di Pandora della mitologia greca.
Secondo il mito, questo vaso conteneva tutti i mali del mondo e perciò Zeus aveva raccomandato a Pandora di non aprirlo. 
Successivamente però la curiosità prevalse nella donna e così Pandora, disubbidendo ad un comando divino, aprì il vaso, liberando in questo modo tutti i mali. Una storia che, in più punti, ha molte affinità con quella del peccato originale contenuto nella Bibbia. 

- È stato giustamente sottolineato anche come gli indigeni di Pandora venerino una sorta di “spirito della madre terra”, e come questo sia un chiaro riferimento a culti pagani o neo-pagani. Una cosa curiosa da far notare è che questo “spirito” si chiama Eywa, nome che ha una certa assonanza con quello di Aiwass, il demone con cui Aleister Crowley sosteneva di essere in contatto e in base ai “consigli” del quale scrisse in seguito il Libro della Legge. Eywa-Aiwass...magari è solo una coincidenza, ma come coincidenza sembra notevole.

- All’interno del film vengono mostrati anche particolari riti. Alcuni di essi potrebbero essere associati a dei riti di iniziazione, o meglio a delle loro scimmiottature; altri, forse ancora più inquietanti, sembrano cerimonie collettive guidate da una medium in delirio.

- Secondo la “religione” del popolo indigeno, è possibile comunicare con gli “antenati” tramite un albero sacro, come se le anime dei defunti sopravvivessero all’interno dei vegetali (e si fondessero con lo spirito del pianeta). Questo punto ricorda fin troppo la superstizione pagana - diffusa soprattutto tra i legionari romani - secondo la quale gli alberi potevano ospitare le anime dei morti. Il fatto che i Na'vi comunichino con queste entità costituisce inoltre un riferimento abbastanza esplicito alle varie forme di medianità, spiritismo etc.

- Alcuni sostengono che per certi elementi del film sia stato preso spunto dalla setta new age chiamata Damanhur (questa setta è attiva in Italia, ma a quanto pare ha molto successo anche in America... per dare qualche informazione in più, faccio notare che questo movimento è stato premiato dalle Nazioni Unite come modello per una futura società ecologista). Gli appartenenti alla setta  hanno il loro “tempio dell’umanità” all’interno di una bosco - come gli abitanti di Pandora - e sostengono che ciascun individuo sia legato “spiritualmente” ad un animale.

Forse ci sarebbero ancora altre cose da aggiungere, e se mi verranno in mente le aggiungerò...probabilmente il mio commento arriva anche un po’  tardi. C’è da dire però che questo film sembra un vero e proprio manifesto della “spiritualità alla rovescia”, non credo dunque faccia male mettere in guardia, anche se con un po’ di ritardo...

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8 gennaio 2011

Profezie



Profezie e predizioni

Come ci ricorda René Guénon, le profezie autentiche sono esclusivamente quelle presenti nei testi sacri delle varie tradizioni; per le restanti invece sarebbe più corretto parlare di semplici "predizioni" o "previsioni".
Questa distinzione (tra profezie e predizioni) non è puramente convenzionale, poiché effettivamente tra le due categorie esistono delle differenze.
Le vere profezie, infatti, sono spesso molto più nitide e utilizzano un preciso linguaggio simbolico, in base al quale è possibile interpretare il testo o quantomeno comprederne il senso generale.
Questo linguaggio poi (che non è ovviamente arbitrario) può ricorre più volte, con gli stessi significati e con gli stessi schemi, in vari testi profetici; basti pensare a come il libro di Daniele e il libro dell'Apocalisse siano intrisi di un simbolismo che in alcune parti è davvero molto simile, pur essendo stati scritti in due lingue diverse e a distanza di parecchi secoli l'uno dall'altro.
Una cosa importante da tener presente è che comunque queste profezie hanno sempre un'origine celestiale (secondo la tradizione cristiana lo Spirito Santo ha parlato per mezzo dei profeti).

Le semplici predizioni invece non sempre sono così chiare e non sempre presentano un chiaro simbolismo. Anche quando esso è presente, è spesso utilizzato in maniera poco precisa, oppure si trova mischiato a certe allusioni (fatte dal veggente) che però non possono essere minimamente paragonate ad un linguaggio simbolico. È possibile pure che proprio chi scrive le predizioni non sia pienamente consapevole dell’evento che predice; è soprattutto in queste occasioni che il messaggio appare particolarmente oscuro, anche perchè qui il veggente deve rispettare una regola fondamentale: “sii il più vago possibile”.

L’interpretazione diviene così molto difficile. A volte si riesce a comprendere il significato della predizione solo quando il fatto predetto si è ormai verificato, ma molto spesso i vari esegeti non concordano nello stabilire a quale evento passato si riferisca una certa predizione...oppure non sanno dire nemmeno se la predizione si riferisca ad un evento già accaduto o ad uno che ancora deve accadere (senza dubbio è qesto il caso delle quartine di Nostradamus).


La fine dei tempi

Nelle diverse tradizioni sono molte le profezie che parlano della fine dei tempi, e sono tante anche quelle che descrivono il mondo in  prossimità della sua fine: tutte le tradizioni qui concordano perfettamente nel parlare di un'umanità priva di valori e che ha ormai smesso di confidare nel divino. Un'umanità dove  "il diritto starà nella forza", secondo le parole di Esiodo. Similmente, secondo la tradizione cristiana, vi sarà "il dilagare dell'iniquità" (Mt 24, 12) e il mondo vedrà nascere "falsi cristi e falsi profeti" (Mt 24, 24), il cui unico scopo sarà quello di ingannare il prossimo.

Nel dire questo bisogna precisare però che secondo le tradizioni più antiche, il tempo non era concepito come lineare, ma come ciclico. Ogni grande ciclo era composto da più "età", ed ognuna di  queste età aveva delle particolari caratteristiche che la differenzavano dalle altre.
Più precisamente, i primi cicli erano dominati dall'ordine e dal rispetto delle leggi divine e mano a mano che si andava avanti nel tempo, questo ordine (salvo parziali "raddrizzamenti", di origine sopra-umana) andava progressivamente perdendosi. Si partiva così da una prima età dell'oro (chiamata così dai Greci, ma chiamata età di Saturno dai Romani e Satya-yuga dagli indù), e si arrivava ad un'ultima età del ferro. Quest'ultima epoca (che è quella in cui viviamo noi) è la più cupa di tutte. E' l'epoca in cui l'uomo vive "senza temere gli dei", l'epoca in cui gli uomini rispettano solo "l'autore di mali e l'uomo violento". E' l'era in cui l'uomo è destinato a soffrire terribilmente a causa della sua grande empietà.

La fine dell'età del ferro (cioè la fine dell'ultima età) è poi caratterizzata da una sovversione degli autentici valori e da un rovesciamento dei principi, attuato in ogni ambito della vita umana (Esiodo descrive questo "rovesciamento", in maniera allegorica, dicendo che alla fine dell'età del ferro gli uomini "nascendo avranno già bianche le tempie". È un modo per descrivere questo "mondo alla rovescia", visto che le tempie bianche sarebbero una caratteristica dei vecchi, e non di chi è appena nato. Inoltre dire che gli uomini nascono con caratteristiche tipiche degli anziani potrebbe alludere al fatto che, alla fine dell'età del ferro, la stirpe umana ha ormai concluso il suo ciclo vitale ovvero, in parole più semplici, che si è esaurita).

Quindi, da un punto di vista tradizionale, l'umanità è tutt'altro che in "evoluzione";  anzi, c'è una progressiva involuzione, una sempre maggiore degenerazione, che termina solo con la fine del mondo. Solo dopo infatti si può assistere alla restaurazione completa dell'ordine tradizionale, ma questo può avvenire esclusivamente per mezzo dell'intervento divino; secondo la tradizione cristiana questo avviene con la parusia (cioè la venuta del Signore) e con la comparsa della Gerusalemme Celeste.
È comunque importante tener presente che anche il disordine che caratterizzerà la fine dei tempi non è un disordine assoluto, perché le forze diaboliche possono essere molto potenti, ma mai onni-potenti, e non è minimamente pensabile che esse possano riuscire a realizzare fino in fondo i loro piani di sovversione. Anche quando sulla terra sorgerà il regno dell'anticristo, questo esisterà solo per un tempo limitato e solo perché gli è in qualche modo "concesso" di esistere - Nell'Apocalisse si legge ad esempio che alla bestia "fu concesso di fare guerra contro i santi e di vincerli". (Ap 13,7) -


Le false profezie

Le profezie sulle "nuove ere" non sono proprio una cosa nuova. Basti pensare che già nel XII secolo Gioacchino da Fiore profetizzava la venuta di una nuova "era dello Spirito", con la quale il mondo sarebbe cambiato e sarebbe divenuto "più spirituale". Per chiare ragioni di carattere dottrinale, queste teorie non furono molto ben accettate; tuttavia, se nel passato queste originali idee non venivano prese più di tanto in considerazione, oggi sembrano avere un grande successo...credo quindi che valga la pena analizzarle brevemente.

Prima di tutto si deve considerare quale sia l'origine di tali, moderne, "profezie". Esse infatti provengono per lo più da ambienti legati alla società teosofica, o alla più recente "new age". In molti casi perciò le "profezie di turno" derivano, secondo chi le divulga, da "entità superiori canalizzate" o da fantomatici "maestri ascesi", il che dovrebbe già bastare a mettere in guardia.
Il fatto che certini individui credano di metersi in contatto con entità superiori, non significa affato che ciò accada: anzi, i vari stati di trance e medianità sono la via più sicura per fornire appoggio ad "entità erranti" e demoniache (e nche quando si vorrebbe far risalire le origini delle profezie a civiltà antiche come nel caso dei Maya, il messaggio che viene divulgato è totalmente distorto, e permeato di concetti propri dei movimenti neo-spiritualistici).

Se le autentiche profezie (presenti nei testi sacri) hanno un'origine celesitale, queste "moderne profezie" ne hanno quindi una necessariamente opposta, e ciò lo si capisce bene anche guardando il contenuto delle varie rivelazioni.
Infatti, come abbiamo visto, secondo le antiche tradizioni l'umanità segue un percorso è sostanzialmente involutivo; e la fine di questo percorso involutivo non può che costituire l'epoca più oscura e più lontana dall'ordine.
In queste nuove profezie troviamo invece esattamente il contrario, visto che - secondo queste ultime - "l'umanità è in evoluzione", "la consapevolezza sta crescendo", "le potenzialità dell'uomo si stanno risvegliando" e simili.
Fondamentalmente le profezie sulla Nuova Era non fanno altro che descrivere quel "ribaltamento dei principi" che è tipico della fine dell'ultima età; descrivono cioè un'umanità che si considera libera dalle leggi divine, perchè ormai l'uomo stesso si è elevato a divinità, sostituendosi al Dio delle religioni. Ma il punto è che questo non viene percepito come qualcosa di negativo, bensì come qualcosa di estremamente positivo.  Non si percepisce questo atteggiamento come una "ribellione" nei confronti del divino (cioè propriamente un atteggiamento satanico), ma come un atto del tutto legittimo.

In realtà non bisogna stupirsi del fatto che qualcosa di negativo venga scambiato per qualcosa di positivo, e nemmeno bisognerebbe stupirsi di come, chi desideri l'inizio della "nuova era", stia in realtà inneggiando (più o meno consapevolmente) alla fine di questa. E' infatti proprio delle forze "diaboliche" tentare di scambiare una cosa per un' altra e cercare di far passare il bene per il male, ed il male per il bene.


Usando le parole di S. Paolo si potebbe dire che "anche Satana si maschera da angelo di luce. Non è perciò gran cosa se anche i suoi ministri si mascherano da ministri di giustizia" (2Cor 11, 14)

E' abbastanza sospetto pure il fatto che sia stata "ipotizzata" una data (quella del 21 dicembre 2012) per l'avvento della nuova era. Quella che viene chiamata fine del mondo dovrebbe esere infatti un evento di natura non propriamente (o non solamente) temporale e probabibilmente è per questo che nei Vangeli è scritto che "Quanto a quel giorno e a quell'ora nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo, e nemmeno il Figlio, ma solo il Padre" (Mt 24, 36). Si tratta, in parole semplici, di un evento le cui cause non sono "terrene" ed "umane", perciò l'uomo non può calcolare una data precisa, ma può solo "vegliare" ed osservare attentamente i "segni dei tempi".

Infine c'è la possibilità che la grande popolarità e la diffusione di queste "profezie" siano in qualche modo volute. Forse qualcuno spera che, creando degli stati d'animo aperti e favorevoli alla fantomatica nuova era, la falsa età dell'oro possa giungere più rapidamente.