18 aprile 2011

Il Vaticano tra complotti e Babilonie


Premessa

Scrivo questo post prendendo spunto da alcuni articoli che ultimamente girano per la rete in ambienti "complottisti", nei quali gli autori vorrebbero dimostrare il carattere "satanico" del Vaticano e di tutta la religione cattolica. La tesi centrale è proprio questa: il cattolicesimo non sarebbe altro che un culto neo-pagano-babilonese, i cui capi sarebbero i principali fautori del Nuovo Ordine Mondiale. La Chiesa di Roma sarebbe inoltre "Babilonia", la grande prostituta che viene descritta nell'Apocalisse di Giovanni. Questo ultimo punto è in realtà molto poco "originale", ma avrò modo di analizzarlo meglio più avanti. Tengo comunque a sottolineare il fatto che questo post non è in alcun modo un "attacco" nei confronti delle persone che hanno diffuso tali articoli, anche perché queste persone non le conosco. Semplicemente desidero qui chiarire alcuni punti della questione, mostrando il mio punto di vista.

La Chiesa di Roma oggi

Credo sia fuori da ogni discussione che la Chiesa cattolica abbia oggi, al suo interno, numerosi e gravi problemi. Di sicuro la condotta di alcuni membri del clero non è esemplare, ma penso che si debba stare ben attenti a non confondere gli atteggiamenti o le dichiarazioni di singoli sacerdoti con l'intera dottrina catolica e con gli autentici insegnamenti della Chiesa. Sono due cose fondamentalmente distinte, e che vanno tenute distinte: non è dalle azioni di un uomo, fosse anche il papa, che si può dedurre se una dottrina è in sè genuina o meno. Inoltre mi preme sottolineare che nel caso dei preti pedofili (faccio questo esempio solo perché è evidentemente il più noto) stiamo parlando di persone che, con i loro crimini, hanno rinnegato in tutto e per tutto la loro fede. Spero comunque che questo punto sia ora sufficientemente chiaro: le azioni dei singoli individui non possono intaccare una dottrina che, per sua natura, è sovrumana.

È altrettanto vero però che la Chiesa, come istituzione, non si trova in ottime condizioni. Ma bisogna tener presente che la triste situazione attuale è stata ottenuta, almeno in parte, da forze esterne alla Chiesa, che hanno voluto (e vogliono) letteralmente sgretolarla. Il passo più decisivo in questo senso è stato fatto con il Concilio Vaticano II (conclusosi nel 1965), che ha apportato alla Chiesa grandi e gravi modifiche; queste ultime non consistono soltanto nell'eliminazione (di fatto) del latino come lingua liturgica, come oggi molti credono. Basti pensare che sono stati introdotti alcuni cambiamenti anche all'interno dei riti, o al fatto che le moderne chiese post-conciliari assomiglino molto più a capannoni industriali che ad autentici luoghi di culto. Questo tentativo di "protestantizzare" la Chiesa cattolica è stato portato avanti, molto probabilmente, da forze esterne al cattolicesimo; l'obbiettivo è chiaramente quello di indebolire la Chiesa, non certo quello di farla diventare una super-potenza del Nuovo Ordine Mondiale. Tra l'altro, credo che a chi vede il Vaticano come il movimento a capo del "complotto globale" manchino prima di tutto alcune conoscenze storiche. Già a partire dalla fine del medioevo, infatti, la Chiesa cominciò a perdere parte del suo potere; questo processo di indebolimento non si è mai arrestato, e continua tuttora in maniera piuttosto accelerata. Ora, davvero è credibile l'ipotesi secondo la quale chi è a capo di un complotto mondiale ha un grandissimo interesse ad indebolire il suo stesso potere? In tutta sincerità, dal punto di vista logico, questa teoria mi sembra un po' debole.

Tra impero romano e antica Babilonia

Un altro punto contestabile di questa tesi è che, stando ad essa, la Chiesa cattolica costituirebbe una sorta di nuovo impero romano-babilonese [ :D ].
Sinceramente non ho ben compreso quale grande correlazione ci sarebbe tra l'impero romano e l'antica Babilonia, ma cerchiamo di procedere con ordine. Effettivamente c'è una certa continuità storica e culturale tra l'impero romano e la Chiesa: quest'ultima nasce infatti proprio all'interno dell'impero romano, la sua sede è a Roma, la sua lingua ufficiale è il latino, e non è certo un caso se il papa viene chiamato anche pontefice. È questo un fatto che molto spesso viene trascurato, ma al di là di questo mi sembra un'esagerazione dire che la Chiesa è oggi un "impero", anche perché il suo domino temporale si estende solo entro i confini dello stato Vaticano.
Se vogliamo chiamare il Vaticano un "impero", facciamolo pure, ma forse così si ingigantisce un po' la realtà delle cose.

Quanto al collegamento tra la Babilonia antica ed il cattolicesimo, non vengono in realtà portate grandi prove a sostegno di questa tesi: l'unica "prova" consiste nella convinzione che il culto della Vergine Maria sia derivato dalle antiche religioni mesopotamiche, che prevedevano anche la venerazione di alcune divinità femminili. Di questi culti femminili avevo già detto qualcosa (rimando quindi a questo articolo); avevo sottolineato come tali culti fossero legati alla fertilità, e come spesso ad essi fosse legata la pratica della cosiddetta "prostituzione sacra". Il culto della Madonna è invece, semmai, qualcosa di opposto. Anche tralasciando il fatto (non irrilevante) che Maria nel cattolicesimo non è considerata come una dea, credo che chiunque arrivi da solo a comprendere che "verginità" (e quindi "purezza") e prostituzione siano due cose completamente diverse ed in perfetta antitesi tra di loro. Ed è così non solo per la morale cristiana, visto che anche lo storico greco Erodoto di Alicarnasso descrive la pratica della prostituzione sacra, con un certo disgusto, dicendo che essa è l’uso più riprovevole dei babilonesi” (Erodoto, Storie I, 199). Anche dal punto di vista storico è poco credibile che alcuni culti mesopotamici, una volta giunti a Roma, siano stati accettati dai primi cristiani in virtù di uno spirito sincretista. È anche vero che vero che alcune rappresentazioni della Vergine sul trono possono in certi casi ricordare alcune raffigurazioni di divinità precedenti il cristianesimo, ma bisogna tenere presenti due aspetti importanti: il primo è che effettivamente, da un punto di vista pratico, non esistono moltissimi modi di raffigurare una donna seduta (sia che si tratti una dea, della Vergine, o anche di una donna comune). È chiaro quindi che le sculture e i dipinti risulteranno in questo modo assai simili tra loro, e non c'è in questo alcun mistero. La seconda cosa da ricordare è che nella religione ebraica era ed è vietata la rappresentazione della figura umana (le sinagoghe infatti non contengono statue, dipinti, icone, e simili). Col cristianesimo questo divieto venne meno, ma i primi cristiani, ovviamente, non poterono ispirarsi alla cultura ebraica per le loro immagini sacre. È anche plausibile quindi che in alcuni casi sia stato preso spunto da delle tradizioni precedenti (e "pagane"). Ma ciò non significa che l'operazione sia di per sé illecita, soprattutto quando il significato che viene attribuito all'immagine è profondamente diverso (e in questo caso lo è). Anche in quest'ultima situazione, però, non vedo perché mai un eventuale "spunto" debba essere stato preso per forza dall'antica Babilonia, che risulta una realtà particolarmente distante dal cristianesimo, sotto ogni punto di vista.

Babilonia nell'Apocalisse

Come ho accennato nella premessa, chi sostiene questa teoria afferma che la Chiesa cattolica sia il personaggio che nel testo apocalittico viene chiamato “Babilonia” e “la grande prostituta”. Questo tipo di interpretazione in realtà non è affatto nuova, e si è già diffusa in passato tra i movimenti “pauperistici” e tra le sette protestanti. Il più delle volte il solo motivo per cui questa figura biblica viene accostata alla Chiesa di Roma (o addirittura all'intera Urbe) è che nell'Apocalisse c'è scritto che essa si trova su sette teste, le quali rappresentano sette colli. Ma Roma non è l'unica città fondata su sette colli, ed inoltre non bisogna prendere tutto così alla lettera: se c'è scritto che le teste sono dei monti, questo non significa che la parola "monte" non sia da vedere in senso simbolico.
Questo tipo di esegesi, tra l’altro, oltre ad essere piuttosto "grossolana" è anche illogica: se la Chiesa venisse considerata in maniera negativa dall'Autore dell'Apocalisse, per quale ragione all'inizio del libro della Rivelazione (più precisamente nel secondo capitolo) ci sarebbero dei "messaggi" indirizzati "alle sette Chiese d'Asia"? Lo stesso Giovanni inoltre faceva parte della Chiesa e non è perciò molto plausibile l'ipotesi che egli chiami "Babilonia" e "la grande meretrice" la Chiesa di cui faceva parte ("Babilonia" non sta ad indicare nemmeno la "Chiesa degenerata", come vorrebbero alcuni, anche perché, volendosi attenere alle Scritture, la degenerazione non può essere totale, visto che nel Vangelo si legge che "le porte degli inferi non prevarranno contro di essa"). Personalmente quindi non credo affatto che la Babilonia dell’Apocalisse sia la Chiesa cattolica. Non ho comunque la pretesa di dire cosa sia esattamente Babilonia, anche perchè non è detto che essa “esista già”. Identificarla con qualunque cosa esistente oggi, potrebbe implicitamente significare che “i tempi sono vicini”...e questo non lo può sapere nessuno.

Conclusione

Come ho già detto, credo che la Chiesa abbia oggi molti problemi; questo non cambia però il fatto che i suoi veri insegnamenti possano essere ancora validi. Per quanto bui possano essere i tempi attuali, non penso affatto che il cattolicesimo sia un “movimento” a capo del “complotto mondiale”, nè tantomeno una religione “satanica” o “neo-babilonese”.

Tu es Petrus et super hanc petram aedificabo Ecclesiam meam et portae inferi non praevalebunt adversus eam.

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4 aprile 2011

Il Teosofismo, storia di una pseudoreligione


Dopo diverse ricerche, sono riuscito a trovare finalmente un ebook de “Il Teosofismo, storia di una pseudoreligione” di René Guénon.
Credo che questo libro, sebbene sia stato pubblicato parecchi anni fa (è del 1921), sia molto utile per comprendere cosa sia realmente la Società Teosofica e quali siano i suoi scopi.
Il libro svela la vera storia di questa società; una storia costituita, fin dall'inizio, da grandi truffe ed inganni. Spiega anche come le teorie da essa divulgate siano contradditorie, infondate, assurde, e anche molto pericolose. Molto interessanti anche i capitoli che trattano dei rapporti che i teosofisti hanno avuto con la massoneria e altre società segrete, con la “chiesa vetero-cattolica” e con la politica britannica. 
«D’altronde, non crediamo che i teosofisti, al pari degli occultisti e degli spiritisti, posseggano la capacità per riuscire pienamente, da soli, in una simile impresa; ma dietro tutti questi movimenti, non potrebbe esserci qualcosa di altrimenti temibile, che forse neanche i loro stessi capi conoscono e di cui essi, a loro volta quindi, non sono che dei semplici strumenti?»
Il Teosofismo, storia di una pseudoreligione (documento in pdf)

Aggiornamento 14/7/2012: ho aggiornato il link che per qualche ragione ignota non funzionava più. Per scaricare l'ebook adesso basta andare all'indirizzo e cliccare sul tasto "Download" azzurro)

23 marzo 2011

Sapiens dominabitur astris


Solo di recente ho fatto caso a questo antico arco in pietra presente nella mia città (Vicenza). Forse è di epoca medievale, anche se non sono riuscito a trovare date certe (di sicuro però è molto recente il negozio della Tim presente all’interno dell'edificio :D ).
Sui pilastri dell'arco sono scolpiti due bassorilievi, ormai semi cancellati dal tempo, raffiguranti delle foglie di vite. L'elemento più interessante del complesso è però l'enorme scritta dal sapore esoterico scolpita sull'arco: SAPIENS DOMINABITUR ASTRIS. Il saggio dominerà gli astri.

Dalle poche informazioni che si riescono a trovare a riguardo, sembra che questo motto sia appartenuto originariamente ad alcune organizzazioni iniziatiche medievali, e che in seguito sia stato utilizzato da società segrete di stampo occultistico. Questo però è accaduto anche con molti altri motti e simboli; basta fare l’esempio dello swastika, che originariamente era un simbolo molto diffuso presso i popoli indoeuropei, e che aveva generalmente un significato positivo, ma che fu abusivamente impiegato dalla Società Teosofica e dal partito Nazionalsocialista. Questi usi sconsiderati ed illegittimi dei simboli non tolgono ovviamente nulla al loro significato originario, che può comunque essere ricercato e riportato alla luce.
La mia attenzione si è quindi concentrata soprattutto sul motto, che ho analizzato così:


SAPIENS (il saggio)
Probabilmente, qui la parola sapiens non sta ad indicare il saggio “comune” o il semplice “erudito”, bensì l'iniziato che è già giunto ad un elevato grado di realizzazione spirituale.  In questo particolare contesto per saggio si intende allora chi ha ottenuto non una saggezza ordinaria, ma a una saggezza “divina”, metafisica. Questo, in realtà, lo si può dedurre anche dal resto della frase. Non si capirebbe altrimenti in che modo e in che senso un uomo colto, per quanto vaste ed approfondite siano le sue conoscenze, possa "dominare gli astri".

DOMINABITUR ASTRIS (dominerà gli astri)
Per astri qui si intendono gli “influssi” emanati dai corpi celesti. Secondo la visione astrologica medievale (che, come vedremo, è tutt'altro che estranea alla teologia di san Tommaso d’Aquino) gli astri infatti agiscono con i loro influssi sui "corpi inferiori", e li condizionano. In questo modo, il carattere delle persone ed alcuni comportamenti umani, soprattutto quelli più istintivi, sarebbero in parte influenzati dagli astri. 

San Tommaso, nella sua Summa Theologiae (I-II, quaestio 115, art. 4), dice però che i corpi celesti non sono responsabili di tutte le azioni umane, perché questo significherebbe negare il libero arbitrio degli individui: gli astri quindi agiscono in maniera più diretta sulle passioni, ma possono agire solo indirettamente e accidentalmente sull'intelletto, dal momento che esso è separato dagli organi di senso. L'uomo può quindi scegliere, con la propria volontà e facendo uso del libero arbitrio, di essere schiavo delle passioni, oppure di dominarle, avvicinandosi così a Dio. Dominare gli astri significa perciò dominare le passioni umane, le quali sono condizionate (almeno parzialmente) dai corpi celesti.
« La maggioranza degli uomini segue le passioni, che sono moti dell‘appetito sensitivo e alle quali possono cooperare i corpi celesti; mentre poche sono le persone sagge che resistono a tali passioni. [...] Infatti gli stessi astronomi dicono che "l‘uomo saggio domina gli astri", nel senso cioè che domina le proprie passioni. »  
(Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, I-II, Quaestio 115, art 4)
Di conseguenza, l' "uomo saggio", colui che domina le passioni, è anche colui che è "al di sopra del fato", e la sua volontà si avvicina a quella di Dio (nel senso che egli tenderà a fare la Sua volontà). Se le previsioni degli astrologi (che sono comunque sempre da evitare) si realizzano, questo secondo Tommaso avviene solo perchè il più delle volte gli uomini decidono di assecondare gli istinti.

16 marzo 2011

Venus Project


A parziale integrazione del post precedente:
L'immagine che vedete qui sopra (Circular City) è stata disegnata dal designer statunitense Jacque Fresco. L'immagine rappresenta la struttura che dovrebbe avere, secondo l'autore, una "città ideale", tecnologica ed "ecosostenibile".

Il designer Jacque Fresco è il fondatore del Venus Project, quello stesso progetto che è stato propagandato nel film-documetario Zeitgeist Addendum (del 2008), e che è stato entusiasticamente presentato come la "soluzione auspicabile" ai problemi del mondo moderno. In realtà il Movimento Zeitgeist si ispira in maniera diretta al Venus Project di Jacque Fresco, ed anzi si potrebbe dire che i due "movimenti" sono praticamente una cosa sola - Nello stesso sito del Venus Project si può leggere addirittura che "il movimento Zeitgeist è il braccio attivista del Venus Project" (The Zeitgeist Movement is the activist arm of the Venus Project) -
 
Il “Venus project” non è però semplicemente un progetto che ha la pretesa di rivoluzionare gli aspetti "ambientali", "politici", "economici" o finanziari della nostra società; se analizziamo le ideologie di questo movimento notiamo infatti che in esso sono insite le varie “filosofie” della new age. Anche in uno degli scritti più importanti di Jacque Fresco, Looking Forward (1969), la stessa idea di “nuova era” compare più volte, e compaiono persino dei riferimenti ad un indottrinamento che i giovani - a partire dalla più tenera età - dovrebbero ricevere per “rendere al massimo il potenziale umano” della “nuova era”. 
E' questa una linea di pensiero che sembra davvero molto simile a quella del transuamanesimo, la "religione" secondo cui l'uomo, grazie anche all'ausilio della tecnologia e delle scoperte scientifiche, è in grado di ampliare le proprie capacità ed "elevarsi" così a "nuova divinità".

« Ogni scuola materna, scuola elementare, liceo, e il college della nazione dovrebbe aiutare gli studenti ad anticipare i cambiamenti che ci saranno nel loro futuro. Dovrebbe invogliarli a cercare nuovi modi di pensare e sentire e di riorganizzare la loro società per rendere al massimo il potenziale umano di felicità nella nuova era - ...to make the most of man's potential for happiness in the new age - »
( Jacque Fresco, Looking Forward, Part. III, 16 Education for Change)

Questo libro è stato scritto tra l'altro con la collaborazione del guru new age Kenneth Keyes; si può notare anche che nella copertina di questo testo compare, ancora una volta, un disegno che rappresenta una “Città Circolare”.

Nel sito ufficiale del “Zeitgeist Moviment”, è anche possibile trovare questa “curiosa” immagine di propaganda (a destra).
Questo disegno raffigura delle persone in una “città tecnologica” e “in armonia con la natura” mentre osservano il sole che sorge. Ora, bisogna tener presente che il sole che sorge è palesemente un simbolo che allude alla nuova era; una nuova era che nasce e con la quale riemerge dalle tenebre anche la conoscenza (gnosis) luciferina che "illumina" così l'umanità.

Inoltre, c'è da dire che la scritta "A prosperous future for all the world's people" ("Un ricco futuro per tutte le persone del mondo"), presente in cima all'immagine, sembra richiamare l'idea di "un mondo unito".
Pare inoltre che ci sia un certo legame tra le Nazioni Unite e questo progetto. Lo steso Jacque Fresco è stato recentemente invitato (nel 2010) a parlare alla conferenza tenutasi in Olanda per la celebrazione del decimo anniversario della "Carta della Terra".

(Tornando all'immagine iniziale...Vista la particolare forma di questa "Città Circolare" possiamo dire che le coincidenze, forse, cominciano ad essere più d'una).

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14 marzo 2011

Il simbolo dell'ONU e la Nuova Atlantide


Stamattina riflettevo su come ci sia effettivamente una certa somiglianza tra il simbolo delle Nazioni Unite e le varie "ricostruzioni" di Atlatnide, che sono state fatte a partire dalla descrizione di Platone. Il filosofo greco infatti racconta, nel Crizia, che l'isola principale di Atlantide era formata da più cerchi concentrici. Oltre alla zona centrale (anch'essa circolare), ci sarebbero state ben altre 5 fasce esterne: più precisamente 2 fasce di terra e 3 fasce d'acqua, alternate fra di loro (come in figura).
Ecco quanto afferma Platone:
« Poseidone [...] la fece [Atlantide] scoscesa tutt'intorno, formando cinte di mare e di terra, alternativamente, più piccole e più grandi, l'una intorno all'altra, due di terra, tre di mare, come se lavorasse al tornio, a partire dal centro dell'isola, dovunque a uguale distanza »
(Platone, Crizia)

Sempre nello stesso testo, Patone racconta che in seguito gli uomini avrebbero costruito in Atlantide dei ponti, per collegare le
cinte più esterne con la parte più interna dell'isola;
qui erano situati gli edifici più importanti dell'impero atlantideo,
cioè il palazzo reale ed il tempio dedicato al dio Poseidone:


« Le cinte di mare che si trovavano intorno all'antica metropoli perprima cosa le resero praticabili per mezzo di ponti, formando una via all'esterno e verso il palazzo reale »
(Platone, Crizia)
Il simbolo delle Nazioni Unite sembrerebbe corrispondere in maniera sorprendente ad una simile descrizione. Le fasce risultanti dal disegno sono proprio in numero di 5 e, proprio come nel racconto di Platone, al centro vi è un'altra zona circolare (cioè il luogo dove, ad Atlantide, ci sarebbe stato il palazzo reale). Nel simbolo dell'ONU, inoltre, le varie circonferenze sono collegate da delle linee rette, che vanno dall'esterno verso il centro della figura, e che potrebbero corrispondere ai ponti e ai canali costruiti dagli atlantidei.
È verissimo che la "spiegazione ufficiale" del simbolo è tutt'altra, ma nell'ambito delle "teorie alternative" (o... complottiste) credo che si possa provare ad avanzare quest'ipotesi: che il simbolo dell'ONU sia proprio una rappresentazione stilizzata dell'isola di Atlantide. Di seguito proverò a spiegare perchè sarebbe stata scelta proprio Atlantide.



Perché Atlantide?

Sempre che il simbolo delle Nazioni Unite rappresenti effettivamente l'isola di Atlantide (questa rimane comunque solo un'ipotesi), quale potrebbe essere il motivo di questa "scelta"? Per tentare di dare una risposta, bisogna ricordare la fortissima influenza che hanno avuto sull'ONU le "dottrine" teosofiste e personaggi come Alice Bailey. Secondo gli autori teosofisti, il continente Atlantideo è stato infatti il luogo dove in passato nacquero e si diffusero i culti misterici, di cui essi si ritengono i continuatori.
Allo stesso modo, alcune "scuole occulte" sostengono che l'origine delle loro organizzazioni e dei loro insegnamenti sia "atlantidea"...e lo stesso sostengono oggi molti gruppi new age; tra questi "spicca" la setta "neo-atlantidea" di Damanhur; è perlomeno interessante notare come questa setta abbia ottenuto dei riconoscimenti,  proprio dalle Nazioni Unite, poiché rappresenterebbe un "modello di società ideale".
 Ovviamente queste pretese di "antiche origini" sono più che infondate... ed inoltre, se ci si fa caso, sono in netta contraddizione con altre convinzioni, come quelle "evoluzionistiche", che caratterizzano tutti questi movimenti. Ma, nonostante le contraddizioni, l'origine atlantidea dei "Misteri" per queste persone sembra essere proprio un punto fermo.

Per gli occultisti creare un nuovo impero di Atlantide significa dunque riportare a galla i loro culti; culti che sarebbero stati ingiustamente "perseguitati" dalla religione Cristiana, e che sarebbero pronti a riemergere nella fantomatica "nuova era". Per essi, significa anche instaurare un nuovo tipo di governo che sia coerente con la loro particolare ideologia.

Manly Palmer Hall, occultista e massone di 33° grado, in alcuni  suoi scritti ("Letture sulla filosofia antica") sosteneva apertamente che c'era la necessità di costruire una "Nuova Atlantide", la quale avrebbe portato ad un "governo ideale per la terra". Un governo composto cioè da "un ordine di uomini illuminati (vale a dire gli iniziati) uniti dallo scopo di investigare sulle forze della vita ed i misteri della natura".
Questa "Nuova Atlantide" di cui parla Hall non è altro, in fondo, che il nuovo ordine mondiale; un "nuovo mondo", come dice egli stesso, dove "le nazioni non esisteranno" e "la terra sarà sotto un solo un solo ordine, un governo, un corpo amministrativo". Dove a dirigere le sorti del globo e dei suoi abitanti sono gli uomini "illuminati".
A questo punto, l'interpretazione del simbolo in questione porterebbe a dire che esso rappresenta un auspicio della costruzione della "Nuova Atlantide" e del ritorno dei "culti misterici" in tutto il mondo... un mondo unito da questa "nuova religiosità" e guidato da un solo governo. E' un'interpretazione che potrebbe non essere così fantasiosa, visto che le Nazioni Unite nascono proprio con questo specifico intento.

Continua:
Venus Project

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Approfondimento:
The Atlantis Connection, di Giona (Ultima Epoca)

3 marzo 2011

I Saturnali


In questi sette giorni è proibito soltanto intraprendere azioni serie ed importanti; ma ubriacarmi, esultare, giocare a dadi, ospitare schiavi, cantare e danzare nudo, imbrattarmi il volto di fuliggine e farmi gettare nell’acqua gelida...questo posso farlo finché voglio!
Luciano, Saturnalia

Durante l’antica Roma, i Saturnalia erano una festa dedicata al dio Saturno. Inizialmente questa festa si svolgeva solamente il 17 di dicembre ma in seguito, sotto Augusto, la sua durata fu aumentata di altri sei giorni. Durante questa festa, così come nel corso di tante altre, si partecipava a grandi banchetti, dove immancabilmente il vino scorreva a fiumi, e spesso si facevano scambi di regali. La caratteristica più singolare dei Saturnali era però la sovversione dell’ordine che vigeva durante i giorni “normali”: i battenti dei tribunali venivano chiusi e la giustizia non veniva amministrata; la gente si lasciava andare ad attività folli o particolarmente chiassose, e usciva in strada indossando il pilleus, il copricapo tipico dei liberti; per quanto riguarda gli schiavi, essi non solo si potevano comportare come le persone libere, ma potevano anche dare degli ordini ai loro padroni; il gioco d’azzardo, che solitamente era vietato, veniva considerato lecito (1).

Le caratteristiche di queste feste sono storicamente ben documentate. Ciò che può sfuggire è invece il loro vero significato. Alcuni, rimarcando sopratutto l’aspetto “gioioso” che aveva questa festività, hanno voluto vederci un richiamo alla mitica età dell’oro. Secondo la tradizione, infatti, l’età dell’oro era dominata dal dio Saturno, il quale in epoca arcaica, veniva considerato dio dell’abbondanza e dell’agricoltura - i termini latini  satisfacere (soddisfare) e sator (seminatore, contadino) hanno d’altronde la stessa identica radice di Saturno - I Saturnali sarebbero quindi un breve e “simbolico” ritorno ad un’età felice, che ormai non c’è più...una rievocazione di un'antica epoca "dell'abbondanza" della quale è rimasto solo un vago ricordo.
Quest’interpretazione però non riesce a spiegare un fatto: se i Saturnali erano veramente un “ripristino” temporaneo di un antico splendore della Tradizione, come mai consistevano, di fatto, in un ribaltamento degli stessi principi tradizionali ed in una sovversione dell’ordine “normale” delle cose?

Questo aspetto può essere compreso solo se si ricorre ad un altro tipo di spiegazione. Se è vero infatti che in un’epoca molto antica Saturno era considerato come un dio fondamentalmente positivo, in epoche successive prevalse invece il suo “lato oscuro”; così Saturno divenne ben presto un dio dell’oltre tomba, un dio “infernale”.

Nella tradizione greca, questo "cambiamento" viene raccontato in maniera eccellente dalla mitologia. Secondo il mito infatti il dio Crono, paragonabile in tutto e per tutto a Saturno (2), fu scaraventato nel Tartaro assieme ai Titani dopo aver perso la battaglia contro Zeus (titanomachia). Questo aspetto negativo di Saturno rimase anche nell'alchimia cristiana, dove il pianeta Saturno e le sue influenze erano associate al piombo, uno dei metalli più impuri, che andava faticosamente lavorato e trasmutato in oro.

Quanto accadeva durante i Saturnali, non era quindi un richiamo al dio Saturno in quando dio “positivo” e non poteva essere nemmeno un richiamo all’età dell’oro. L’interpretazione che a questo punto è più plausibile è che i Saturnali fossero delle “valvole di sfogo” degli aspetti più bassi della società romana, che in quei giorni (e solo in quei giorni) erano liberi di manifestarsi. D’altronde, proprio quando Roma si allontanò dagli originali (e rigorosi) costumi dell'età Repubblicana, la gente sentì una maggiore necessità di queste feste che erano in grado di esprimere i “bassi istinti”;  così in età imperiale la durata degli stessi Saturnali fu aumentata da un giorno ad una settimana (più precisamente dal 17 al 23 dicembre).

In epoca medievale, una funzione incredibilmente simile a quella dei Saturnali fu svolta dalle feste carnevalesche. Durante il carnevale, gli individui potevano compiere atti che altrimenti sarebbero stati duramente condannati dalla società...anche qui il vino scorreva a fiumi e non di rado inoltre le sfilate del carnevale assumevano tratti grotteschi, “animaleschi” (si pensi alle tante maschere da “animale”) o addirittura osceni, senza che nessuno rimanesse scandalizzato; si potevano anche compiere burle o piccole malefatte senza venire per questo incriminati (da qui il detto "a carnevale ogni scherzo vale").
Per una società antica era però importante che queste feste avessero una durata determinata e che poi la vita tornasse ad essere dominata dall’ordine tradizionale...

non semper saturnalia erunt (non sempre ci saranno i Saturnali, Seneca).
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Note:

(1) A Roma il gioco d'azzardo era proibito da sempre, sebbene la pena consistesse solo in una contravvenzione in denaro, pari a quattro volte la posta in gioco. I debiti di gioco non avevano poi nemmeno un riconoscimento giuridico, per cui (come da noi oggi) non si poteva agire in giudizio per pretendere il pagamento di un tale debito.

(2) Esiodo ci racconta che Crono, come Saturno, prima era il dio dell'età dell'oro, e che in quell'epoca felice la terra produceva spontaneamente una grande abbondanza di frutti.

8 febbraio 2011

Sulle religioni "femminili"



È noto come anticamente, presso i popoli mediterranei, fossero diffusi culti legati alla fertilità e ai cicli della natura. Tali culti avevano come figura centrale la Magna Mater  (Grande Madre); essa veniva venerata perché la terra portasse abbondanza di frutti e perché fosse propiziata la gravidanza nelle donne. Si trattava di religioni evidentemente "femminili", cosa che è ampiamente dimostrata anche dai simboli che venivano utilizzati (basti pensare alle tante statuette raffiguranti le cosiddette "veneri").
Si cadrebbe a mio avviso in errore, però, se questi culti venissero considerati come i più antichi o se si pensasse ad essi come a dei riti "superiori". Al contrario, è molto più probabile che si trattasse di culti deviati, che si avvicinavano più all'idolatria che ad un'autentica spiritualità. Il fatto stesso che si venerassero forze legate alla terra (che sotto certi aseptti ha un carattere "femmilile") è una conferma di come tali religioni fossero in realtà poco "celesti"; un'altra conferma la si ritrova notando come queste divinità femminili fossero invocate per chiedere un'abbondanza molto più "materiale" che "spirituale".

Secondo una certa visione "storica" (forse poco "accademica") tali culti erano diffusi prevalentemente fra le stirpi mediterranee autoctone, e furono successivamente sostituiti dalle religioni (superiori) dei popoli indo-europei, una volta che questi si stabilirono nel bacino del Mediterraneo. Il fatto che le genti indo-europee abbiano sottomesso le popolazioni locali è in realtà abbastanza assodato: l'esempio storico più illuminante è dato dalla  sottomissione degli Iloti (popolazione greca "autoctona") da parte degli Spartiati (che erano Dori, e dunque indo-europei); da quel momento in poi gli Iloti avrebbero costituito la classe servile, con il compito di coltivare la terra per i nobili di Sparta.

Per quanto riguarda la religione, la questione è forse un po' più complessa. Secondo la teoria a cui mi riferivo poco fa, gli indo-europei (venuti dal nord) portarono nel Mediterraneo le loro credenze religiose, e vi sarebbe conferma di ciò in un mito riferito da Plutarco; esso racconta che delle aquile partirono "dall'estremità della terra" e arrivarono fino
in Grecia.
"C’è una storia [...] in cui si narra che delle aquile (oppure dei cigni) siano partite dai limiti estremi della terra e dirette al suo centro, si ritrovarono nello stesso posto, a Pito, dov'è il cosiddetto « ombelico »"
Plutarco, Dialoghi Delfici
L' “ombelico” di cui si parla qui è l’Omphalos di Delfi, considerato dai greci il centro del mondo e avente una grandissima importanza religiosa. L'aquila, d'altra parte, è uno degli animali "olimpici" per eccellenza, ed era considerata sacra a Zeus.
L'interpretazione di questo mito porterebbe a dire quindi che vi fu una discesa dal nord sia dei popoli che della loro religione; quest’ultima era nettamente superiore ai  culti "autoctoni". Non a caso questi popoli diedero in seguito vita a delle civiltà con una struttura "patriarcale", come si addice ad ogni civiltà veramente tradizionale (si sospetta che i popoli precedenti avessero invece una struttura "matriarcale").
Una volta avvenuto questo "cambio di guardia", però, i culti femminili non scomparvero del tutto. A volte si integrano nella religione "ufficiale" (come nel caso della dea Demetra, il cui nome sembra che significhi proprio “madre terra”); altre volte sopravvissero, nel corso dei secoli, in maniera "parallela" ed anche occulta rispetto alle religioni “ortodosse”. È questo, ad esempio, il caso della “Sophia” delle sette gnostiche che, secondo gli appartenenti a tali correnti deviate, faceva addirittura parte della trinità “al posto” dello Spirito Santo. Sophia era inoltre un “eone” che portava la "conoscenza" (gnosis) e la  "saggezza" (sophia, appunto) con le quali l’uomo poteva liberarsi dal dominio di Dio, che gli gnostici consideravano come un demiurgo "oppressivo".

Nella Bibbia i culti di queste divinità femminili sono particolarmente disprezzati : essi vengono equiparati all’idolatria o addirittura all'adorazione dei demoni. In particolare, nell'Antico Testamento, si trovano alcuni riferimenti alla divinità mesopotamica Astarte, la cui venerazione è duramente condannata come blasfema.
(Questa dea è conosciuta anche come Ashtar, Astarotte, Astartu; è associata a Venere nei suoi aspetti inferiori, anche perché al suo culto era legata la pratica della "prostituzione sacra". È curioso notare come uno degli idoli della new age sia un “alieno” di nome Ashtar Sheran. È, a mio parere, l’ennesima conferma della natura letteralmente "satanica" di questa pseudo-religione... qualora di conferme non ce ne fossero abbastanza).

Al giorno d'oggi sembra che questi culti femminili stiano riemergendo, anche se in forme apparentemente diverse. Da una parte ci sono i tanti "fanatici della Nuova Era" che attendono un'epoca caratterizzata dalla "spiritualità femminile" dell'era dell'acquario. Tra questi c’è chi parla anche di “nuovo eone”, utilizzando una terminologia che deriva per lo più dallo gnosticismo, e c’è anche chi parla del ritorno dell’umanità ad una “società di tipo matriarcale”. Dall'altra ci sono i moltissimi "movimenti" ambientalisti ed ecologisti che, sotto una maschera di buonismo, nascondono delle pseudo-religioni dove la natura è venerata come una divinità. Tra l'altro, analizzando tutti questi movimenti, si nota come essi si distinguano per la grande importanza che viene data al “sentimentalismo”. Bisogna considerare che il sentimentalismo è qualcosa che sta ben al di sotto della ragione e della razionalità, sebbene certi credano che sia qualcosa di superiore... o pensino addirittura che sia qualcosa da “esaltare”.

Un po' di sfuggita, aggiungo anche che queste religioni ambientaliste e neo-pagane incitano spesso al "vegetarianesimo". Penso che esso, specie se considerato nelle sue forme più estreme, nasconda qualcosa di molto pericoloso. É senza dubbio palese il fatto che questo vegetarianesimo alimenti il "sentimentalismo" nei confronti degli animali e della natura; è però interessante notare come, in passato, chi veniva accolto in una comunità catara, dovesse promettere di non uccidere animali, di non cibarsi di carne, e in generale di alimenti provenienti da animali (come latte, formaggio, uova etc.). Ed il catarismo, dal punto di vista dottrinale, non era infondo che una forma di gnosticismo.

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